Patata bianca, la più coltivata negli orti del territorio di Pordenone

Il dolce tubero, ottimo per la preparazione degli gnocchi, è uno dei prodotti di punta della cooperativa agricola Co.pro.pa. di Ovoledo di Zoppola. Ce ne parla il presidente Pier Vito Quattrin 

Friuli Venezia Giulia

Andiamo alla scoperta della patata bianca. Rustica, non bella a vedersi, ma con un sapore così buono da farsi perdonare l’aspetto. Ci racconta i suoi segreti il presidente della Co.pro.pa., Cooperativa produttori patate del Friuli Venezia Giulia, Pier Vito Quattrin, dando valore a un territorio vocato al principio della lotta integrata. 

“La nostra – spiega Quattrin – è una cooperativa di produttori fondata a Ovoledo di Zoppola, nella provincia di Pordenone, nel 1988 come statuto e che vede il primo anno di attività nel 1990. Attualmente contiamo 75 soci”.

Da queste parti si coltivano le patate da sempre, di cui molte a livello artigianale, e prima che i soci di Co.pro.pa. si riunissero succedeva che ognuno le commercializzasse per conto proprio. Proprio da lì è nata l’idea di mettersi insieme e organizzarne la produzione, potenziando la commercializzazione di questo prodotto. “Abbiamo iniziato a lavorare per tre anni in un capannone in affitto a Murlis, e lì abbiamo depositato patate che ognuno di noi aveva a casa propria, in sacchetti da dieci patate circa – continua – Poi è arrivata la vera programmazione, attraverso lo sviluppo di una linea di produzione per la cernita e la lavorazione delle patate. Nel 1993 è stato costruito il nuovo capannone dove risiediamo tuttora”.

In questo arco temporale si è passati dai 6mila quintali raccolti nel capannone in affitto ai 57mila del 2002 nella nuova struttura. Poi c’è la regina delle produzioni, la patata bianca.

“Abbiamo cominciato a valorizzare la Kennebec circa 15, 20 anni fa, perché negli orti tutti coltivavano questa tipologia di patata, quella preferita nel nostro territorio – precisa Pier Vito – rustica, non bella a vedersi, ma di sapore spiccato e buona consistenza. Farinosa, ottima per gnocchi e purè, va bene anche per le patate fritte perché la sostanza è secca”.

Tutti i soci Co.pro.pa. aderiscono al disciplinare di produzione integrata redatto dagli associati della cooperativa e approvato da Coop Italia. Le patate  bianche arrivano in cooperativa direttamente dalle aziende entro la giornata della raccolta. Successivamente le patate vengono pesate, identificate, sottoposte a controlli qualitativi per la valutazione della pezzatura, forma, fisiopatie, e depositate in cella di stoccaggio alla temperatura di circa 5-7 °C. Quindi le patate vengono immesse nell’impianto per il lavaggio e la cernita.

“Il nostro disciplinare ci impone i quantitativi da raccogliere, da non superare, e le tipologie da destinare al consumo. Siamo molto rigorosi nel rispetto del disciplinare di lotta integrata. – approfondisce Quattrin – Il principio della quantità si applica anche alla concimazione e all’irrigazione. Anche se sono parecchi i soci che utilizzano metodi di irrigazione a manichetta, per il risparmio delle risorse idriche. Tutto questo è certificato”.

Dall’azienda agricola alla cooperativa fino al prodotto finito, sono sempre garantite l’identificazione e la tracciabilità dei lotti di prodotto. Al momento della consegna, al prodotto viene applicato un cartellino per ogni cassone per permettere di identificare nome della varietà, numero del socio e numero di consegna.

“Abitiamo in un terreno vocato alla patata, sì, e lo dimostra il fatto che a fine Ottocento si trova documentazione riguardante un terreno sciolto, leggero, che si presta benissimo a questa coltura, in grado di farla crescere in modo regolare” specifica il presidente.

Co.pro.pa. si mostra attenta anche alla difesa degli agroecosistemi. Ogni varietà di patata è coltivata secondo i principi della lotta integrata, per ridurre i residui di fitofarmaci nei prodotti agricoli, abbassando i livelli di impatto ambientale, e i principi su cui si fonda sono la riduzione al minimo indispensabile dei principi attivi impiegati e delle concimazioni, e utilizzo delle rotazioni colturali.

La filiera di Co.pro.pa. è corta, poiché tutti i soci conferiscono patate alla cooperativa e la cooperativa le conferisce nella zona più vicina possibile alla distribuzione.

“Qualità, filiera corta e rispetto dell’ambiente, attraverso la lotta integrata, sono alcuni dei nostri valori più importanti” conclude Pier Vito.



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