Ortaggi sotto casa

Non hanno tempo da perdere e arrivano in fretta sulle nostre tavole. I prodotti del Consorzio Agribologna sono freschi e tracciabili, fin dalle sementi. Sull’etichetta il produttore ci mette la faccia.
Emilia-Romagna
Alle porte delle città c’è un mondo che pochi conoscono. Campi, orti e serre non sono il miraggio di una campagna perduta, ma reali zone di resistenza all’avanzata del cemento. Gli avamposti urbani dei produttori agricoli garantiscono ai cittadini frutta e verdura tutto l’anno, con la massima freschezza e genuinità. Merito anche della strutturazione crescente delle aziende agricole, che per fronteggiare le recenti difficoltà si sono ulteriormente radicate al territorio.

“Solo se l’azienda si struttura”, osserva Lauro Guidi, da dieci anni Direttore generale del Consorzio Agribologna, “può resistere alle evoluzioni del mercato che ne comprimono i margini di profitto”. Il consorzio bolognese, cooperativa di primo grado e organizzazione di produttori, riceve in conferimento i prodotti ortofrutticoli dei soci e li distribuisce. Il consorzio collabora con Coop da oltre 25 anni e fornisce ortofrutta di prima gamma destinata alla linea convenzionale, oppure alla linea a marchio Coop o con il marchio “Filiera Cooperativa” (frutto di un accordo nazionale con Coop Italia e Legacoop Agroalimentare). In questi ultimi due casi i disciplinari di produzione sono analoghi: ancora più rigorosi e restrittivi rispetto alle norme generali sulla produzione integrata.

L’offerta per il 2011 della Filiera Cooperativa di Agribologna comprende zucchino, cetriolo, melanzana lunga, radicchio e patata. Tutti prodotti “delle porte di Bologna”, la cui rintracciabilità non risparmia neppure le sementi. Il progetto, a forte valenza territoriale, lega la produzione degli ortaggi direttamente al consumatore. La trasparenza contraddistingue la cosiddetta “catena del valore”, somma delle diverse fasi che determinano il valore finale di un prodotto. La lavorazione avviene tutta all’interno dell’azienda agricola e la gran parte della catena del valore rimane all’origine, nelle mani degli agricoltori. Marco Candini, tecnico agronomico e Responsabile Qualità di Agribologna, spiega che “si tratta di una filiera cortissima, basata sulla forte prossimità tra Consorzio, produttori e piattaforme di distribuzione”.

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