A Natale, tutto l’Abruzzo fa brodo

In Abruzzo la Santa Notte ha un sapore inconfondibile fatto da molti ingredienti, qualche variante e un’unica gustosa tradizione
Abruzzo


In Abruzzo la notte di Natale prende il sapore da ingredienti scelti e miscelati a dovere. È il sapore del brodo di Natale abruzzese, un mix di squisitezze messe insieme da mani esperte, seguendo una ritualità rimasta quasi intatta nel tempo.

Questa specialità natalizia, che deve essere preparata con largo anticipo, è tutto fuorché una minestrina leggera. Alla base sembra esserci la solita carne o verdura, ma dentro ci finisce di tutto: uova, formaggio, polpette fritte, noce moscata tre tipi di carne e pasta imperiale (miscela di parmigiano, farina, prezzemolo, uova e lievito). E non è nemmeno così semplice: per ogni genere di carne c’è infatti una parte privilegiata da scegliere, come l’ala di tacchino, il costato di vitello, un quarto di gallina. Senza contare che le varianti territoriali complicano il tutto, moltiplicando i gusti di ogni autentico Natale abruzzese.

A galleggiare infine in questa minestra dal gusto unico non saranno solo polpette e pasta imperiale, ma anche una buona dose di cardi. Questi ortaggi tipici della zona - simili al sedano come forma e al carciofo come gusto - contribuiscono a dare un sapore inconfondibile al piatto, aggiungendo un ulteriore tocco di impegno alla ricetta. In effetti ci si occupa di loro prima di “assemblare” il brodo. Occorre utilizzarne solo le parti morbide, possibilmente quelle bianche. Si taglia a pezzettini di circa un centimetro e si cucina in acqua bollente, si lascia poi una notte intera in acqua pulita prima di portarlo in tavola come ingrediente d’onore di una ricetta che è anima indiscussa del Natale abruzzese.

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