Cappelletti al formaggio, fatti a mano e “alla moda di Faenza”

Preparati con caciotta fresca vaccina, formaggio Grana grattugiato e ricotta li preparano alla cooperativa Botteghe e Mestieri. Ne parliamo con il presidente Claudio Mita 

Emilia Romagna

I cappelletti al formaggio sono una specialità tipicamente romagnola. La loro forma e il ripieno si associano immediatamente a un’idea di golosità che si può appagare in un sol modo: mangiandoli. A prepararli secondo la ricetta tradizionale di Faenza, pensando al territorio e alla comunità, è la cooperativa Botteghe e Mestieri, nata nel 2005 da alcuni volontari dell'opera sociale Casa Novella di Castel Bolognese, che a sua volta ha origini nel 1978, per dare risposta all'esigenza di alcune persone in difficoltà, con disagio psicologico, di poter trovare lavoro.

“Iniziammo dalle produzioni che i volontari avevano avviato negli anni per sostenere l'attività residenziale e diurna di Casa Novella, rivolta a minori – ci spiega il presidente Claudio Mita – Queste attività diventarono opportunità di inserimento lavorativo per persone svantaggiate che avevano concluso il percorso scolastico”. Ed è proprio nel 2005 che si presentò l'occasione di rilevare un piccolo laboratorio di pasta fresca a Faenza, dove Mita e i suoi collaboratori avviarono l'attività di vendita al dettaglio con due “azdore” e due ragazze con disagio psichico.

In questo laboratorio si producono i cappelletti al formaggio, che nel sapore, nella consistenza e nel profumo riportano subito alla terra di origine. “I nostri cappelletti sono fatti a mano attorno ad un tavolo dove si radunano 12 ragazze che svolgono questo lavoro: chiudere i cappelletti – racconta Claudio – I cappelletti sono il prodotto simbolo della tradizione romagnola e noi cerchiamo di rispettarlo”.

La cooperativa sociale ha recentemente stretto un accordo di filiera agricola che le permette di utilizzare esclusivamente materie prime provenienti dalla Romagna: farine, uova fresche, formaggi sono 100% romagnoli. Se infatti si percorre tutta la Romagna si scopre che le ricette dei cappelletti si sprecano, nei brogliacci delle nonne le varianti sono centinaia. A Botteghe e Mestieri hanno scelto di farli alla moda di Faenza, con caciotta fresca vaccina, formaggio grana stagionato grattugiato e un po' di ricotta.

“Produrre pasta fresca è per noi un'attività interessante per gli aspetti manuali relazionali ed emotivi di questo lavoro – continua il presidente – Ancora oggi in Romagna fare la pasta ha un valore forte legato all'imaginario affettivo di ognuno di noi, che risale ai ricordi legati all'infanzia nei gesti della mamma e della nonna. Inoltre nella nostra tradizione ancora oggi usa trovarsi a fare i cappelletti in occasione delle feste religiose per trovarsi insieme e raccontarsi le gioie e le fatiche di tutti i giorni, ed è così che avviene nel nostro nuovo laboratorio a Faenza”.

 

L’accordo di filiera della cooperativa sociale faentina è il primo accordo di filiera agricola sociale romagnolo, dove i principali firmatari si sono impegnati a conferire le loro materie prime per la realizzazione della pasta fresca che esce dal laboratorio di Botteghe e Mestieri, e dall'altra parte si sono impegnati a iniziare percorsi di inserimento lavorativo di persone svantaggiate all'interno del loro organico. “Questa crediamo sia la sostenibilità piena di cui oggi tanto si parla: ambientale/locale e sociale” chiosa Claudio.

Qui la produzione è interamente artigianale e manuale, ma laddove necessario vengono utilizzate tecnologie all'avanguardia per mantenere alta la qualità della sicurezza alimentare. In cooperativa sono inserite al momento 20 persone, di cui più della metà sono svantaggiate. La maggior parte sono soci e alcuni svolgono un percorso formativo e riabilitativo.



Stampa in PDF