Alle donne piace dolce: il vino di visciole, “elisir del corteggiamento”

Frizzantino e con un intenso colore rubino, è un vino da meditazione prodotto da ciliegie selvatiche
Marche


Si dice che i vini dolci siano “roba da donne”: un pregiudizio di cui sono vittima sia il genere femminile sia molti vini da meditazione. Uno di questi è quello di visciole, vino aromatizzato prodotto nelle Marche. Di tradizione longobarda, la visciola - frutto del Prunus cerasus (visciolo o amareno) o del Prunus marasca (marasca) - è una varietà di ciliegia selvatica dal colore rosso scuro e dal sapore acidulo che fruttifica naturalmente su terreni scoscesi.

Una delle più importanti zone di produzione in Italia è l'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, in particolare i comuni di Cantiano, Pergola e Sassocorvaro. Altra tradizionale zona di produzione è la Vallesina, in provincia di Ancona.

Raccolte rigorosamente a mano tra fine giugno e i primi di luglio, le visciole vengono fatte macerare con lo zucchero per cinquanta giorni. Tra fine settembre e inizio ottobre vengono unite al vino rosso pregiato o - ricetta più tipica e rara - al mosto, vengono lasciate fermentare per 90 giorni (durante i quali vanno mescolate frequentemente) e poi fatte decantare naturalmente in botti di legno nei mesi invernali. Verso la fine di febbraio i frutti vengono eliminati e il vino messo in piccole botti di legno a terminare la sua maturazione. Nel mese di settembre viene filtrato e imbottigliato.

Il risultato è una bevanda che profuma di marasca, mora e lampone. Grazie alla morbidezza e al gusto dolce, rotondo e piacevolmente frizzantino (almeno in giovinezza) e al colore rubino con sfumature violacee, il vino di visciole è stato battezzato “elisir del corteggiamento” per i favori che riscuote tra il genere femminile.
Sono queste le qualità che l'hanno trasformato nel tempo in un vino da meditazione, dal gusto corposo, dolce e armonico, da assaporare in compagnia. È perfetto da gustare in abbinamento ai dessert, con una crostata ai frutti di bosco capace di esaltarne la rotondità e il profumo, ma anche con il ciambellone tipico marchigiano o con pasticceria secca come i cantucci. Il suo apice gustativo però lo raggiunge insieme ai formaggi e al cioccolato.


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