Le figurine raccontano l’industria alimentare

A Modena, al Museo della figurina, fino al 21 febbraio va in scena “Trasformare”, una mostra dedicata alla storia dell’alimentazione

Mostre

Industria alimentare e tradizione in un secolo di immagini. Fino al 21 febbraio al Museo della figurina, in corso Canalgrande a Modena, sono protagoniste le figurine dedicate al cibo, un percorso per immagini per assaporare e rievocare con gli occhi le delizie della dispensa.

La mostra “Trasformare” descrive in questo modo originale la nascita dell’industria conserviera che svincola l’uomo dalle stagioni producendo estratti di carne, biscotti in scatola e surrogati cambiando la storia dell’alimentazione.

Il percorso espositivo, a cura dello storico dell’alimentazione e della cucina Alberto Capatti, propone così la seconda parte di “Figurine di gusto” - fino al 20 settembre scorso la mostra aveva toccato il tema “Assaporare” - e descrive un momento cruciale dell’alimentazione di tutti.

Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, non vengono trasformati solo i prodotti della natura, ma anche il concetto che la nutrizione umana debba essere condizionata dall’andamento del clima. Tutto diventa “conserva” e le figurine mostrano la facilità del nuovo consumo, sempre pronto e sempre a disposizione.

Tra il 1880 e il 1914, senza dimenticare la tradizione, l’alimentazione diventa davvero globale e le figurine lo mostrano. Nelle immagini compaiono coltivazioni e mercati esotici delle colonie e del continente americano, ma anche particolari del passato. Per fare un esempio, le immagini narrano di come re Carlo II d'Inghilterra ordinò “Cavaliere della giarrettiera” un enorme controfiletto. Una sezione, allestita in collaborazione con Menu Associati, è dedicata ai menu e presenta le pietanze e i vini pregiati più in voga oltre un secolo fa. La mostra, ad ingresso libero, è aperta dal mercoledì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.30 alle 19. Lunedì e martedì chiuso. Un catalogo edito dalla Franco Cosimo Panini ripercorre il percorso espositivo attraverso più di 700 immagini.

 



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