In cucina con l’autrice di “Nomnom q.b.”

Come mangiare vegan? Per Francesca Zanetta, non significa rinunciare al piacere della buona tavola

Foodblogger

Ma chi l’ha detto che mangiare vegetariano o vegano significhi rinunciare al gusto e al piacere della buona tavola? Per smentire questa logica e promuovere un cibo sano e appetitoso, Francesca Zanella ha creato “Nomnom q.b.”, un blog ricco di consigli e ricette con ingredienti selezionati (rigorosamente non raffinati) e più naturali. Insomma, quello che ci vuole per rimettersi in riga dopo gli eccessi delle feste e, magari, anche cambiare abitudini e iniziare a mangiare vegetariano, perché i sapori da scoprire sono davvero tanti.

Francesca, ci spieghi come è nata l’idea del blog “Nomnom q.b.”?
Ho creato questo blog inizialmente per comodità. Volevo avere le ricette sempre con me per poterle condividere al volo con amici e parenti senza doverle trascrivere di volta in volta. Poi, complici anche i miei problemi di salute che sono riuscita a tenere sotto controllo grazie ad un regime alimentare sano ed equilibrato, ho deciso di portare avanti con regolarità questo progetto per cercare di sensibilizzare quante più persone possibili a scegliere cibi meno raffinati e più naturali.

Nomnom? Ma che cosa significa?
Nomnom è un’espressione inglese usata per indicare un cibo particolarmente appetitoso, l’equivalente del nostro “gnam-gnam”. Mi è subito piaciuto il suono di questa parola che ricorda un po’ l’om mantrico e meditativo… e considerando la mia natura piuttosto irrequieta, un po’ di meditazione mi farebbe anche bene!

Le tue ricette sono vegetariane e vegan, ma dici di non rinunciare al sapore…
Mangiare vegetariano o vegano non significa rinunciare al gusto e al piacere della buona tavola. Purtroppo la cucina vegana viene spessa associata a cibi insapori o “strani” e spesso anche nei ristoranti vengono riproposti piatti un po’ banali. È un peccato perché in realtà ci sono tantissime alternative gustose e prodotti a volte dimenticati o poco utilizzati, come il sorgo, la roveja, la cicerchia, ottimi per preparare zuppe, verdure ripiene, creme.

Perché hai scelto di dedicarti alla cucina vegetariana?
Ho sofferto per anni di problemi gastrointestinali. Mangiavo leggero e prendevo regolarmente farmaci, ma la situazione non migliorava. Stanca di ciò, ho iniziato a documentarmi leggendo svariati libri sull’alimentazione e seguendo le conferenze del professor Franco Berrino, medico ed epidemiologo dell’Istituto dei tumori di Milano. Ho così eliminato tutti i cibi raffinati, poi i latticini, quindi la carne, e ho avuto benefici quasi immediati, così ho deciso di continuare per questa strada.

Collabori con la rivista “Vegan life” e suggerisci piatti buoni e anche belli da vedere. Quanto è importante l’estetica in cucina?
Cerco di preparare tutto, o quasi, con le mie mani creando piatti autentici e genuini, belli da presentare, perché anche l'occhio vuole la sua parte. Da qualche mese è possibile trovare alcune mie ricette inedite anche sulla rivista “Vegan Life”. Tutto è iniziato con una loro recensione al mio blog, poi è arrivata la proposta per una collaborazione continuativa, che ho accettato al volo.

Dopo gli eccessi delle feste tutti pensano a mettersi in riga, a contenere grassi e zuccheri. Così, molto spesso, la dieta diventa un supplizio. Cosa ci suggerisci per concederci il giusto piacere della tavola anche in questo periodo?
Personalmente non mi piace eccedere nelle cose, non sono una che conta le calorie e credo che non ci si dovrebbe mai negare il piacere di togliersi degli sfizi, purché con moderazione. Preparo una, a volte anche due, torte a settimana e sia io che il mio compagno siamo entrambi magri, e non per costituzione. L’importante è scegliere materie prime di qualità, abituarsi a leggere le etichette di quello che acquistiamo (troppi cibi contengono zuccheri inutili), limitare il consumo di zuccheri e bevande gassate, fare attività fisica ogni giorno, anche solo una passeggiata dopo pranzo. E se avete ancora qualche dubbio, beh provate le mie ricette!

C’è un ingrediente al quale non rinunceresti mai?
Le spezie. Non ne ho mai abbastanza.

Il tuo blog è dedicato al tuo caro nonno che, da buon veneto, adorava mangiare il Pastin. Un sapore molto speziato con pepe, cannella, chiodi di garofano… Cosa è rimasto della cucina tradizionale nei tuoi piatti?
Mi piacciono i sapori decisi e speziati, i piatti a base di funghi porcini, il risotto che adoro e ovviamente lo strudel, ma in versione vegan.

Come scegli gli ingredienti delle tue ricette?
Scelgo i prodotti in base alla stagionalità. A volte però, quando mi imbatto in frutti strani, esotici… cedo alla tentazione e li compro.

Nel tuo blog proponi la preparazione di alcune varianti di latte vegetale che utilizzi anche per la preparazione di dolci. Ci fai qualche esempio?
Ho preparato in casa il “latte” di anacardi, mandorla e semi di canapa: utilizzo solo due ingredienti, niente dolcificanti, in questo modo ho una bevanda neutra perfetta sia per ricette dolci che salate. Solitamente però adoro usarli come base per i frullati.

Vogliamo preparare una cena sfiziosa per un gruppo di amici, ma rigorosamente vegan. Dall’antipasto al dolce, cosa prepariamo?
Per una cena tra amici preferisco, per comodità, preparare tutto in anticipo, la mia cucina ahimè è piccolissima! Iniziamo con un buon bicchiere di vino bianco e dei cestini di pasta fillo con asparagi e pomodorini secchi (possiamo ovviamente sostituire gli asparagi con altre verdure di stagione). Come primo, una lasagna di pane carasau con carciofi e funghi. Per secondo, polpette di quinoa con spicchi di patate - classiche e dolci - alla paprika. Per finire in dolcezza, un bis di dolci: strudel di mele e, per gli amanti del cioccolato, fondente alla granella. Tutte le ricette le trovate sul blog.



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