A cena con lo sconosciuto, grazie a Gnammo

Siamo nell'era del Social Eating: oggi la casa diventa come un ristorante per conoscere gente nuova e condividere il piacere della buona tavola

idee e tendenze

Metti una cena con perfetti sconosciuti, un appuntamento al buio (o quasi) in casa di qualcuno che, per passione, si mette ai fornelli e accoglie ospiti gourmet o, semplicemente, chi ha voglia di conoscere persone sedendo attorno a un tavolo. Nella grande comunità di Gnammo, il primo portale italiano di social eating dove si condivide il piacere della buona tavola, la cena è l’occasione buona per socializzare.

Gnammo, nato dall’idea di Gianluca Ranno, applica alla ristorazione la filosofia di Airbnb (leggi qui) ottenendo un grande successo. Basti pensare che nel 2014 sono stati organizzati ben 37mila eventi "social eating" in Italia, con una partecipazione di circa 300mila persone. E l’adesione agli appuntamenti, così come la diffusione nelle città, è in netta crescita.

Al portale, che propone anche una pratica App (per Android e Apple), ci si può iscrivere come “gnammer cuoco” mettendo a disposizione la propria casa o uno spazio allestito per accogliere la cena o il pranzo, o come "gnammer ospite” ovvero colui che partecipa agli eventi gustando le specialità servite a tavola, da solo o in compagnia, nella sua città o durante un viaggio.

Come funziona? Dopo essersi iscritti alla piattaforma, bisognerà raccontarsi in un profilo. Spesso più la descrizione è personale e originale e più ha successo nella community. Una volta presa la decisione di invitare sconosciuti a cena nella propria casa, bisognerà pensare a un menù per l’occasione e descriverlo con grande cura. Esotico, tradizionale o vegano: nella grande community di Gnammo c’è davvero di tutto e grande spazio per la fantasia. Non resta poi che fissare una data e un orario, precisare il numero dei posti disponibili e aspettare le adesioni.

Il cuoco, che non è un professionista della ristorazione, dovrà quindi attendere la pubblicazione della sua proposta e accettare o meno uno “gnammer ospite”, anche sulla base dei giudizi presenti sul profilo pubblico. Questo è il primo passo, poi anche il profilo di ogni cuoco che si affaccia al "social eating" pian piano si arricchirà di valutazioni e commenti. I voti, da 1 a 5, considerano l’atmosfera, la cucina e la pulizia offerti dai cuochi, mentre lo “gnammer ospite” è valutato per l’appetito, la convivialità e l’educazione.

La community dedicata al “social eating” segue anche un codice etico che definisce le regole da rispettare per sedere alla tavola di Gnammo. Ogni utente ospite, ad esempio, mette a disposizione la propria esperienza, la propria capacità di conversazione e attitudine alla condivisione per partecipare all’evento e può verificare chi saranno gli altri partecipanti alla cena. Insomma, alla fine, la cena con lo sconosciuto si trasforma in una cena con un nuovo amico. Del resto il "social eating" fa proprio questo: celebra la tavola come luogo di convivialità, occasione perfetta per fare due chiacchiere in compagnia.



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