Ricotta di bufala: morbida, dolce e versatile in cucina

Dall’antipasto al dessert, ecco i tanti volti di una tipicità dalla storia antica e la lunga tradizione 

delicata dolcezza

La ricotta di bufala è una specialità dai toni dolci e dal carattere deciso. La sua tradizione si lega a quella della mozzarella di bufala con cui condivide un’arte casearia dalla storia antica e un forte legame con territori ben precisi. La ricotta di bufala campana, che ha ottenuto nel 2010 il marchio Dop, deve essere infatti prodotta e confezionata nell’area indicata del Disciplinare e compresa in quattro regioni: Campania, Lazio, Puglia e Molise. Non si tratta di un semplice latticino, dunque, ma di un vero e proprio simbolo della cultura casearia e del patrimonio agricolo delle terre in cui nasce.

La ricotta di bufala si consuma fresca, senza alcuna stagionatura. È ottenuta a partire dal siero di latte di bufala, derivante dalla produzione di mozzarella, che viene riscaldato nuovamente e lasciato coagulare all’interno di un contenitore forato. Anche per la ricotta di bufala campana Dop, durante la lavorazione è ammessa l’aggiunta di latte di bufala, o panna di siero di latte di bufala, purché provenienti dalla stessa zona di produzione indicata nel Disciplinare. Il risultato è un latticino granuloso e morbido dal colore bianco porcellana e il sapore caratteristico che si distingue per la dolcezza e l’intensità.

La sapidità e la consistenza morbida la rendono un ingrediente versatile e molto apprezzato in cucina. È ottima per preparare primi piatti a base di pasta, come i ravioli ripieni di pomodoro e ricotta di bufala o un buon piatto di spaghetti con ricotta di bufala e friarielli. Da provare anche per guarnire lasagne vegetariane, magari combinata con pesto alla genovese, patate tagliate a dadini e fagiolini. Oltre a rendere sfiziosi i primi piatti, la ricotta di bufala sa farsi amare anche tra le altre portate del menù. A cominciare dagli antipasti in cui si fa protagonista di torte salate che la vedono unita a pancetta, uova, spinaci, zucchine o fiori di zucca. È perfetta anche gustata al naturale, oppure insaporita con timo o altre erbe aromatiche, e presentata su crostini o crostoni abbrustoliti per valorizzare un aperitivo o cominciare un pasto con un tocco di stile.

Friarielli campani: un contorno dal sapore leggendario

Timo: un aroma antico per tavole incantate

Tante le possibilità per secondi piatti capaci di conquistare anche i più piccoli. Ne sono un esempio le polpettine di ricotta di bufala, da cuocere nel forno dopo aver amalgamato nell’impasto uova, formaggio grana e prezzemolo o altre aromatiche a piacere. Ottima anche per preparare zucchine (o altre verdure) ripiene e gratinate, oppure frittate ricche di gusto. Passando infine al dessert, un posto d’onore va senz’altro riservato alla gustosissima crostata di ricotta di bufala e gocce di cioccolato fondente. La consistenza cremosa e il sapore intenso di questa ricotta consente inoltre di creare gustosi dolci al cucchiaio in monoporzione con l’aggiunta di zucchero, scaglie di cioccolato, canditi o briciole di biscotto. Ottima anche abbinata alle pere o alla scorza di limone, ma anche a frutta secca come noci e nocciole per assaporare l’intensità della ricotta di bufala in ogni sua inaspettata sfumatura.

 



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