Tuberi con il pedigree

Le patate friulane non temono rivali in fatto di qualità e sicurezza alimentare. Parola di Co.Pro.Pa., che verifica scrupolosamente ogni passaggio della produzione

Friuli Venezia Giulia

Non è un caso se la patata di Co.Pro.Pa. (Cooperativa Produttori Patate del Friuli Venezia Giulia) - che sia fritta, bollita, negli gnocchi o nel puré – offre sempre ottime prestazioni in cucina. Il merito va ai terreni alluvionali, sabbiosi e ricchi di limo della zona che comprende il territorio di Ovoledo di Zoppola (dove sorge la sede della cooperativa) e le aree limitrofe di Basiliano, Codroipo e Morsano al Tagliamento. E naturalmente all’assistenza e alla programmazione di Co.Pro.Pa. in materia di sementi, trattamenti e raccolta.

Flavio Pighin, Presidente della cooperativa, racconta come 20 anni fa lui e gli altri soci, tutti ex produttori di latte, cominciarono a raccogliere le patate disponibili in paese per dare vita alla nuova attività. “Abbiamo iniziato in un capannone in affitto con le attrezzature che avevamo. Nel giro di quattro anni, siamo passati da 6000 quintali di tuberi a 30.000 e ci siamo trasferiti nell’attuale sede a Ovoledo di Zoppola (PN), con locali ampi, macchine nuove e celle frigorifere”. Risale a quel periodo l’inizio della collaborazione con Coop. Partita come rifornimento “molto alla buona” con trattori e mezzi di fortuna diretti alla piattaforma di San Vito al Tagliamento, oggi frutta ogni anno ben 15.000 quintali di patate a marchio Coop, raccolte a luglio da una sessantina di produttori e rese disponibili nei due mesi successivi.
Per garantire qualità e sicurezza alimentare sono previste precise fasi di verifica. Il disciplinare Coop definisce le varietà di tuberi da coltivare regione per regione e l’esperienza di Co.Pro.Pa. ha stabilito quelle che danno le migliori performance qualitative in terra friulana, in armonia con la programmazione tarata sulle vendite dell’annata precedente. Inoltre il disciplinare prescrive coltivazioni a basso impatto ambientale, regolate dalla produzione integrata e dal monitoraggio dei parassiti, che contemplano quantità minime di principi attivi di sintesi in favore di quelli naturali.

Nel periodo della raccolta, la patata viene sottoposta ad analisi organolettiche per verificare la conformità agli standard. Marco Felettig, Responsabile qualità di Co.Pro.Pa., spiega che le partite vengono “sbloccate” solo dopo un’ulteriore analisi multi-residuale. Solo se i residui non superano il livello stabilito da Coop (il 30% dei limiti di legge) le patate possono essere raccolte, portate in magazzino e stoccate in cella, con l’indicazione della varietà e del produttore. “Quando sblocco i lotti devo avere garanzia della corrispondenza alla scheda varietale, della conformità dell’analisi multi-residuo e dell’analisi organolettica”, riassume Felettig.
Dato che la vita del tubero continua dopo la raccolta, le verifiche avvengono anche in cella. I prodotti a marchio Coop non utilizzano prodotti estetici né conservativi in fase di lavorazione: le patate vengono mantenute solo con umidità e temperatura controllate.



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