Orzata o latte di mandorle? Questo è il problema

L’immaginario del gusto finisce spesso per confondere, ma queste due dolci bevande estive hanno storia e caratteri ben distinti

Italia

Un tempo era fatta di orzo, ma lungo i secoli questo ingrediente ha finito per perdersi, così come la certezza su ogni ricetta. A quanto pare l’orzata oggi ha un’identità dai confini labili. A riguardo anche Wikipedia taglia corto azzardando che questo nome venga utilizzato per designare “generalmente molti tipi di bevande analcoliche rinfrescanti e di origine vegetale, ottenute dalla pigiatura di cereali, tuberi, semi, noci o frutti”.

Detto così può sembrare esagerato, ma una cosa è certa: il più grande equivoco è quello che confonderebbe l’orzata con il latte di mandorla. Nonostante condividano la stessa bianca e lattiginosa dolcezza, queste due specialità estive non sono affatto la stessa cosa. E per levarsi ogni dubbio basta chiedere ai siciliani, sbirciando magari nella loro profonda cultura del gusto. Il latte di mandorla nasce infatti nei monasteri della Sicilia - dove si consumava in tempo di Quaresima - per poi diffondersi nelle regioni del Sud (principalmente Campania, Basilicata, Puglia e Calabria), ed è ottenuto dall’infusione a freddo e dalla spremitura in acqua di mandorle tritate e zucchero.

Quanto all’orzata, spesso le mandorle vi figurano solo sotto forma di aroma. Lo stesso appellativo abbraccia però così tante possibilità che, come riportano alcune ricette, potrebbe contemplare anche le mandorle in veste d’ingrediente principale. L’orzo che inizialmente era alla base di questa bevanda - non a caso il nome deriva dal latino Hordeata - sarebbe invece stato sostituito nel tempo con altri vegetali, prestando comunque il nome per definire analcolici ottenuti con lo stesso procedimento. Tra confusioni di gusto e approssimazioni culinarie, quello che è certo è che entrambe le specialità sono ottime per vegani o intolleranti ai latticini, nonché particolarmente buone d’estate quando il latte di mandorle diventa base di immancabili granite siciliane, caffè freddi e soft drink, proprio come l’orzata.

foto Paola Sucato



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