Natale in Puglia? Mai senza cime di rapa

Sono tra gli ingredienti principe delle tavole imbandite. Ma prima di imparare a cucinarle è importante saperle riconoscere.
Puglia


Le cime di rapa sono leggere e gustose, ma soprattutto sono ingrediente immancabile di ogni menù natalizio pugliese. In questa regione, dove se ne coltivano oltre 4mila ettari, hanno finito per entrare a far parte del progetto Biodiverso che punta a conservare le varietà di ortaggi locali.
In vista delle festività è bene sapere che in Puglia ci sono innumerevoli ricette per cucinarle. Ogni luogo ha un modo diverso di intendere quest’ortaggio ricco di vitamina A e C che acquista e dona sapore a seconda di come viene lavorato. Per farvi un’idea, qui potete sbirciare una selezione di cinque piatti tipici.

Ma prima di mettervi ai fornelli è importate fare una precisazione: a dispetto di ciò che sembra, con il termine cime di rapa non ci si riferisce affatto alle foglie. Tuttavia, dove questa cultura non è ben radicata (ad esempio nel nord dell’Italia) l’equivoco è sempre in agguato. Spesso, le foglie di ogni genere di rapa - che di norma erano usate per il foraggio degli animali - sono messe in vendita con la dicitura “cime di rapa”. Certo, questo alimento comprende anche certe foglie, ma la parte di maggior pregio è costituita dagli steli e dai fiori ancora ben chiusi, i cosiddetti broccoli o friarielli. Si tratta della parte edibile di una particolare sottospecie botanica, nota come sylvestris, appartenente alla Famiglia delle Brassicacee. Insomma, per evitare malintesi è bene imparare a riconoscerle assicurandosi che tra i cespi di foglie emerga qualche fiore. Nel dubbio potete optare per quelle che riportano la dicitura “broccoletti di rapa”. Oppure, in ultima istanza, verificarne la provenienza: la gran parte delle cime di rapa originali provengono infatti dal sud, in primis da Puglia e Lazio.


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