Monterosso: un viaggio tra l’antico farro delle Marche

Abbiamo incontrato i custodi della varietà Triticum dicoccum. Lea Luzi da generazioni porta avanti questa tradizione di terra e di gusto

L’azienda Agricola Forestale Monterosso di San Lorenzo in Campo (Pesaro Urbino) è tra i custodi della più antica e nobile varietà di farro, ma anche di una tradizione culinaria che rende omaggio ai profumi della terra marchigiana. Non si occupa solo di raccolta e lavorazione del farro, ma anche di studio e valorizzazione culturale: un nuovo, e allo stesso tempo antichissimo, modo di pensare a questo cereale dalla storia remota e dalle ricche proprietà nutritive.

A raccontarci questa storia è Lea Luzi, titolare di questa realtà produttiva “piccola ma bella”, come ama definirla, chiarendo con ironia che “pare siano state queste semplici caratteristiche a farci conquistare un posto d’onore a Expo”. Sabato 25 luglio, l’azienda sarà infatti protagonista a Milano con una mostra fotografica sull’arte della pasta e spettacoli culinari tutti dedicati al farro.

Sotto la macina a pietra di Monterosso l’antico cereale diventa anche farina, quindi pasta. E non è un farro qualsiasi quello di cui si parla, ma il Triticum dicoccum. Come spiega Lea: “Si tratta della varietà più antica: quella dei faraoni, dei Romani e con semola che si presta alla produzione di una pasta perfetta. Il seme, che da oltre quindici anni manteniamo in purezza coltivandolo con metodi biologici, è stato selezionato in collaborazione con il Cermis di Macerata ottenendo dal ministero delle Politiche Agricole il brevetto vegetale Monterosso Select”.

Un prodotto che può essere gustato anche nell’innovativa farroteca gestita dall’azienda dove si cucinano, si servono e si mangiano specialità a base di farro. Vera e propria oasi culinaria nel cuore delle Marche dove, racconta Lea, “abbiamo tenuto anche lezioni di cucina per una squadra di cuochi americani desiderosi di aggiungere questo cereale ai loro menù”. Sui progetti per il futuro Lea non ha dubbi: “L’ideale è continuare a crescere: abbiamo terra, tradizione ed esperienza. Ma è importante farlo lentamente, senza perdere le nostre caratteristiche. Del resto - ha aggiunto - il nostro prodotto non può essere slegato da questi territori, né dai ritmi della natura”. In effetti, il farro Monterosso non solo vive di una tradizione antichissima, ma anche dell’aria e degli elementi di un territorio incantato come quello marchigiano.



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