La macchina della tradizione

Nell’azienda Bustaffa, la componente umana ha ancora un buon peso specifico e la qualità è una mentalità. Nonostante la meccanizzazione

Lombardia

All’interno dell’azienda Bustaffa è possibile osservare tutto il processo di lavorazione da un corridoio che domina l’intera struttura: un osservatorio privilegiato sul laboratorio Analisi, Ricerca e Sviluppo, il reparto produzione e quello di confezionamento.
Tutto è estremamente sincronizzato. Il laboratorio lavora quotidianamente per studiare nuove modalità di lavorazione e migliorare così ogni singola confezione in uscita. Il reparto di produzione è suddiviso in settori che producono stracchino, robiola, squacquerone, primi sale e ricotta: ognuno dotato di macchine capaci di rispettare le modalità di lavorazione tradizionale. Il reparto di confezionamento è invece uno spazio ordinato ed efficiente che permette lo sviluppo di una logistica ottimale, tale da servire velocemente le piattaforme di distribuzione dislocate sul territorio nazionale.

Bustaffa opera a Mantova dal 1920 ed è sempre cresciuta in referenze di prodotti confezionati e numero di persone impiegate nella lavorazione. Le risorse umane sono al centro dell’azienda e per questo motivo devono essere formate, “sia per quanto riguarda la loro sicurezza sul lavoro sia rispetto a procedure operative specifiche”, illustra orgogliosa Lara Zanollo, Responsabile della Qualità.
Anche quando si producono quantitativi elevati, qualità e sicurezza sono parte del prodotto e non possono mai passare in secondo piano. “La qualità è innanzitutto una questione di mentalità”, precisa il Direttore Commerciale Marco Marani, “che può essere appresa, ma deve essere perseguita ogni giorno e condivisa da ogni dipendente”.

L’azienda desidera un prodotto fatto con latte di ottima qualità e manipolato nel migliore dei modi, dunque lavorato in uno stabilimento igienicamente sano e da personale qualificato. Le stalle da cui proviene il latte sono quindi monitorate e non possono in nessun modo usare mangimi non consentiti o pesticidi. Se ciò accadesse, sarebbe una frode alimentare e una sconfitta per la tradizione dell’azienda, che ha sempre lavorato rispettando il cliente finale e cercando di offrire un formaggio buono e sano.



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