Kiwi del Lazio: morbido e dolce come nessun altro

Nel Lazio si coltiva un kiwi dalle qualità organolettiche pregiate. Ne abbiamo parlato con Renato Merzetti, amministratore dell’azienda agricola Terre Sabine 

Lazio

Nel Lazio si coltiva un kiwi dalle qualità organolettiche pregiate. Merito del clima, ma anche dei terreni che – specie nelle aree comprese tra la provincia di Rieti e quella di Roma – hanno una connotazione particolare. Qui il suolo, oltre ad essere ricco di sabbia e materiali di origine vulcanica, presenta infatti il drenaggio ideale per questa coltura. Ma non è tutto. Perché il segreto dei kiwi del Lazio sta anche nelle mani esperte di chi li coltiva. Se è vero infatti che questo frutto nelle terre laziali si è sentito subito a casa, a fare il resto ci hanno pensato gli agricoltori locali, rispettando con cura i tempi di raccolta e i naturali metodi di coltivazione. Per saperne di più, abbiamo chiesto a Renato Merzetti, amministratore dell’azienda agricola Terre Sabine che, tra le specialità invernali, conta anche il celebre kiwi del Lazio. “Per essere gustati al meglio i kiwi devono essere dolci, morbidi e maturi” ha chiarito. “Quelli coltivati da noi riescono a soddisfare queste tre esigenze grazie alla cura che riserviamo alla raccolta, nonché alla delicata e importantissima fase che precede la messa in commercio”. 

Le mille e una proprietà del kiwi

I kiwi del Lazio si raccolgono infatti alla fine di ottobre, e si possono conservare fino a maggio senza che perdano le loro proprietà organolettiche. Per fare questo sono però necessarie alcune accortezze. Spiega Merzetti: “Innanzitutto, occorre cogliere i kiwi al giusto livello di maturazione, quando il grado Brix arriva almeno a sei e mezzo, per giungere almeno a undici nel momento in cui i frutti verranno messi in vendita. Inoltre, perché possano diventare morbidi e dolci al punto giusto, nei due mesi che seguono la raccolta li manteniamo in cella frigorifera finché raggiungono la temperatura di circa 2°C, per poi tirarli fuori e attendere che ritornino a temperatura ambiente”. “Questo procedimento viene ripetuto circa due o tre volte, e consente al frutto di maturare in modo adeguato, raggiungendo un sapore e una consistenza ottimali”.

Si tratta di una prassi, accurata e rispettosa, che assicura al kiwi tutta la sua dolcezza. “Siamo in grado di garantire tutta quest’attenzione perché, come azienda agricola, siamo orientati a un mercato prettamente nazionale e locale, pertanto abbiamo la possibilità di seguire tutta la filiera rispettando senza fretta i tempi di maturazione”. E in effetti, il miglior modo per gustare un kiwi del Lazio è quello di affondarci dentro un cucchiaino come fosse un dessert naturale. Una volta arrivati nei punti vendita, i kiwi firmati Terre Sabine hanno già la polpa morbida: non necessitano di giorni in attesa nel portafrutta prima di poterli portare in tavola. E non è certo un caso se oggi, per quanto riguarda la coltivazione di kiwi, queste aree del Lazio rappresentano la regione più produttiva in Europa.



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