Il respiro della mela

Le mele della Val di Non godono di ottima salute. Grazie all’aria buona, alla cura dei produttori e alle tutele della cooperazione

“Respiro” è la parola d’ordine del Consorzio Melinda. Non solo per l’intenso profumo di mele che pervade i locali dei sei centri di confezionamento o per l’aria cristallina della Val di Non e della Val di Sole. A respirare sono anche i soci produttori, che vedono tutelati i propri sforzi da un’organizzazione efficiente e attenta. Davanti a loro si aprono le prospettive di stabilità offerte dal lavoro collettivo.

Melinda vende 300.000 tonnellate di mele all’anno a circa 30 milioni di consumatori, in Italia (75%) e in altri 20 Paesi europei. Una cifra da capogiro, pari a un miliardo e mezzo di frutti. Messi in fila, farebbero quasi tre giri del pianeta. Il segreto è l’aggregazione continua: se si basassero sulle loro sole forze, queste 4.200 piccole aziende di un ettaro e mezzo (in media) non potrebbero esistere sul mercato. “Una delle principali debolezze strutturali dell’agricoltura - spiega Luca Granata, Direttore generale del Consorzio - è la frammentazione parossistica dell’offerta, di fronte a una concentrazione sempre più ampia della domanda”.

Negli anni ’60 i melicoltori hanno deciso di lavorare insieme creando 40 depositi per l’immagazzinamento della frutta, che hanno dato vita a 16 cooperative.“Nel 1989 ci siamo detti: perché non provare con un marchio unico?” ricorda Paola Zanella, Responsabile marketing e comunicazione. Così sono nati il Consorzio di Cles e il nome Melinda, che riflette l’impegno a coltivare frutta “pulita”. Ultimi due passaggi decisivi: le cooperative nel 1998 hanno delegato al Consorzio il commercio di tutte le mele dei soci e nel 2002 anche tutte le altre attività successive alla raccolta (conservazione, selezione, confezionamento, tracciabilità, promozione, spedizione).

La raccolta delle mele avviene una volta all’anno tra settembre e ottobre, nel momento di maturazione ottimale per ogni varietà stabilito dall’Ufficio qualità di Melinda. Il rispetto di un rigoroso disciplinare definito con Coop (a cui il Consorzio fornisce anche prodotti a marchio) consente alle produzioni di rimanere al di sotto del 30% dell’RMA (residuo massimo ammesso).

Nel caso di un prodotto fresco come la mela, consumata così come è stata colta, il legame con il territorio è decisivo. “Il 75% delle mele italiane si produce in Trentino Alto-Adige” dichiara Giuseppe Endrizzi, Responsabile di produzione dello stabilimento Melinda di Segno di Taio. E aggiunge: “La Val di Non è la zona che ha dimostrato un differenziale qualitativo superiore costante nel tempo, grazie ai terreni sassosi e poco profondi che trattengono poca acqua e alle peculiari condizioni di altitudine e di esposizione solare. È per questo che abbiamo conquistato il marchio DOP”. Melinda è l’unica mela italiana ad avere ottenuto la tutela per le tre varietà Golden Delicious, Red Delicious e Renetta.



Stampa in PDF