Falanghina Doc e Igp, il vino bianco sempre più amato

Il vitigno campano dona vini raffinati e freschi con profumi fruttati e floreali, perfetti per accompagnare i piatti più delicati come verdure, carni bianche, pesce e crostacei 

Campania

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca campano dalla lunga storia e di centrale importanza nella vinicoltura regionale. Utilizzato per la produzione di vini Igp e Doc, le sue origini sono alle pendici del Taburno (biotico sannita) e in alcune zone dei Campi Flegrei (biotipo flegreo). Dalle sue uve si ottiene un vino dal colore paglierino, più o meno intenso, con profumi fruttati e floreali e un sapore asciutto, armonico e fresco.

In base a ritrovamenti archeologici e a una serie di studi si può affermare che la coltivazione della vite nella provincia di Benevento ha origini antiche risalenti al II secolo a.C. È opinione diffusa che il suo nome derivi dal termine “falanga”, ovvero il “palo di legno” al quale i ceppi di vite sarebbero stati appoggiati e coltivati.

Nel corso della sua storia la Falanghina è stata valorizzata in maniera crescente. Nel corso degli anni ’90, in particolare, si è assistito al suo recupero, tanto che oggi la Falanghina rappresenta il vitigno a bacca bianca più coltivato in regione. Dalle sue uve si ottengono Doc come la Falanghina del Sannio, Campi Flegrei e Galluccio, ma anche Igp come la Falanghina del Beneventano. Vini che si distinguono per l’uvaggio: nel caso dell’Igp le uve di Falanghina sono almeno l’85%, mentre nella Dop si va da minino dell’85% e si arriva fino al 100%. È da rilevare il fatto che, nel corso degli ultimi anni, la produzione della Falanghina in purezza (100%) ha trovato uno spazio sempre più ampio sul mercato per la sue ottime caratteristiche organolettiche. Fino a un massimo del 15%, nella produzione della Falanghina del Sannio, possono essere comunque utilizzati altri vitigni a bacca bianca non aromatici, coltivati nella provincia di Benevento.

Nel 2011 è stata istituita la Dop Falanghina del Sannio, che ha riunito diverse produzioni territoriali: “Solopaca”, “Guardia Sanframondi” o "Guardiolo”, "Taburno” e " Sant’Agata dei Goti”. Per quanto riguarda l’Igp “Beneventano”  la zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini comprende l’intero territorio amministrativo della provincia di Benevento.

I vini Falanghina hanno un colore giallo paglierino e un odore fine, floreale e fruttato. Il sapore è secco, fresco ed equilibrato. Il titolo alcolometrico volumico minino della Falanghina del Sannio Dop è dell’11%, mentre quello dell’Igp è del 10%.

Questi vini si abbinano agli antipasti, ai primi piatti di pesce, alla pasta e alle carni bianche, alle grigliate di pesce, crostacei e frutti di mare, verdura, formaggi a pasta filata dal gusto delicato come la mozzarella o la burrata. La temperatura di servizio è 9-10 °C.



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