Etna rosso Doc, i suoi preziosi aromi sono un dono di Bacco per il palato

Questo vino siciliano, prodotto con le uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio che crescono nella zona etnea, è particolarmente indicato per accompagnare piatti ricchi di sapore 

Sicilia

Il vino Etna rosso Doc è un prezioso ed elegante nettare di Bacco dal cuore tipicamente siciliano. Dal colore rosso rubino con riflessi granati e un profumo intenso e caratteristico, degustandolo si percepiscono profumi di frutti rossi e note speziate. Il sapore è generoso, intenso, corposo e armonico. Questo vino nasce ai piedi dell’Etna, nella provincia di Catania, dall’unione delle uve di due vitigni, Nerello Mascalese (min. 80%) e Nerello Cappuccio (0-20%). In quest’area della Sicilia i vigneti crescono grazie alle grandi doti del terreno vulcanico, ricco di minerali, capace di donare alle uve caratteristiche uniche e al vino aromi intensi.

La viticoltura ai piedi dell’Etna non è facile: affronta la pendenza dei terreni e lavorazioni manuali, oltre a forti escursioni termiche. Come vuole la tradizione i vitigni sono coltivati ad alberello fino a 900 metri di altitudine sulle pendici del vulcano.

Per la sua particolarità la zona etnea può essere definita “un’isola nell’isola”, presenta infatti caratteri pedoclimatici che la distinguono nettamente da tutto il resto della regione siciliana e sono favorevoli ad un’alta qualità delle produzioni vitivinicole. I vigneti, nelle zone di forte pendenza, vengono coltivati, fin dai tempi più antichi, su caratteristici terrazzamenti contenuti da muretti a secco di pietra lavica che rendono unico il paesaggio costellato da antiche masserie, palmenti e ville patrizie. Senza dubbio una delle zone naturalisticamente più belle e interessanti della Sicilia.

All’inizio di ottobre l’uva viene raccolta manualmente in ceste. Il lavoro è faticoso, ma le coltivazioni non permettono l’uso di macchinari. Subito dopo la raccolta si passa alla pigiatura, alla separazione dei raspi e alla fermentazione, che avviene a una temperatura di 26-28 °C, in recipienti di acciaio inox. Conclusa la fermentazione alcolica il vino riposa con le vinacce per alcuni giorni prima della svinatura. Successivamente viene collocato in botti per la fermentazione malolattica. È il momento più delicato della lavorazione, perché questo processo permette di mantenere stabile biologicamente il vino e di conferire al prodotto morbidezza, equilibrio, carattere persistente e corposità. I toni più acidi si evolvono in sfumature di spezie, vaniglia e delicate tostature. Il vino viene poi lasciato invecchiare uno o più anni e imbottigliato.

L’Etna rosso Doc è un vino discretamente importante con una gradazione alcolica di circa 12 gradi e mezzo. Per questa ragione a tavola si sposa bene con i piatti più saporiti. Può essere proposto come aperitivo abbinandolo a formaggi stagionati o a crostini di pane con pomodori secchi sott’olio. Se abbinato ai primi piatti è meglio prediligere quelli conditi con sugo di carne. Poi spazio alla carne rossa, magari alla griglia, bolliti e arrosti anche di selvaggina.

La temperatura ideale per servirlo è circa 16-18 °C. Proprio per la sua corposità l’Etna rosso Doc dovrebbe essere versato in bicchieri balloon, dalla forma ampia e dall’apertura più stretta, per consentire la giusta ossigenazione del vino e apprezzarne appieno gli aromi.



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