Cremoso e leggero, lo Squacquerone romagnolo Dop re di cremosità

Chi ama i formaggi freschi certo non potrà rinunciare al sapore delicato di questa specialità ricca di fermenti lattici e povera di lattosio

Emilia-Romagna

Tra i formaggi freschi lo squacquerone romagnolo è sicuramente molto amato. Cremoso, leggero e delicato è perfetto da servire a tavola, magari con la classica piadina, o da spalmare sul pane durante uno spuntino.

Se la crescenza è un formaggio tipicamente lombardo, fatto con latte parzialmente scremato in soli dieci giorni, e lo stracchino, che pur ne condivide le origini, è prodotto con latte intero e richiede il doppio del tempo per essere pronto, lo squacquerone di Romagna si distingue per una cremosità unica, anche perché contiene per il 60% acqua. Una caratteristica questa che lo rende molto digeribile e lo distingue tra i formaggi freschi a pasta molle, ovvero tra quei prodotti caseari la cui cagliata, oltre a non essere stata sottoposta a cottura, non è stata nemmeno stagionata e non presenta crosta. Non è un caso che, nel 2012, lo squacquerone abbia finalmente visto riconosciute le sue qualità con l’etichetta Dop.

Dal punto di vista nutrizionale, lo squacquerone, come altri formaggi freschi, è perfetto per chi ha disturbi intestinali grazie alla sua abbondante carica di batteri buoni e al poco lattosio. Va bene per chi è attento alla linea, ha un alto contenuto di calcio ed è un alimento adatto anche alle donne in gravidanza. Perché si chiama così? Proprio per la sua morbidezza. In dialetto romagnolo “Squaquaron” indica proprio l'elevata "acquosità" di questo formaggio che, essendo molto molle, tende ad assumere la forma dell'oggetto in cui è contenuto. Insomma, si spalma che è un piacere e delizia anche il palato dei gourmet più attenti.



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