Come nasce la mela Campanina

Così cara alla memoria dei Modenesi, la Mela Campanina viene coltivata con l’attenzione di un tempo.

Emilia-Romagna

Per rispettare l’ambiente e la salute dell’uomo, la Mela Campanina è coltivata con tecniche e metodi a basso impatto ambientale. Le condizioni climatiche della Bassa modenese sono molto favorevoli alla coltivazione. Nel Fondo Bordina di San Possidonio, si coltivano in filari distanziati tra loro circa 4 metri, con uno spazio tra le piante di non meno di 1,2 metri. Le giovani piantine, innestate su portainnesti a bassa e media vigoria, sono disposte in filari così da costituire una moderna piantagione. Le piante vengono potate per garantire loro il corretto sviluppo in altezza e larghezza e consentire il giusto arieggiamento nella chioma, così che i frutti possano cogliere la giusta luce. A partire dal terzo-quarto anno, gli alberi iniziano a produrre. Si procede quindi al diradamento delle mele in funzione del carico presente, per mantenere sulla pianta una quantità ottimale di frutti.

Gli elementi minerali, indispensabili al sano sviluppo della piantagione, vengono normalmente sciolti in acqua e distribuiti sul terreno.. È attraverso questa operazione, definita ferti-irrigazione, che nel suolo vengono integrati elementi come azoto, fosforo, potassio, magnesio, ferro, zolfo, calcio e altri ancora. Tali sostanze nutritive sono naturalmente presenti nel suolo e hanno funzioni differenti: il calcio, ad esempio, è fondamentale nel determinare la croccantezza delle mele.

Per i trattamenti con agrofarmaci si applicano i disciplinari di difesa integrata, che garantiscono la salubrità del prodotto finale. In ogni caso la Campanina, molto resistente di per sé alle malattie che affliggono le mele, necessita di un numero contenuto di trattamenti.
Al Fondo Bordina di San Possidonio la Mela Campanina si raccoglie a ottobre, per poi essere disponibile in Coop in bauletti da 1 chilogrammo. Le mele raccolte sono di colore verde-rosato e prendono una colorazione più rossiccia stese alla luce, persino in giornate poco soleggiate. Suddivise per calibro, le più grandi sono disposte nei bauletti di vendita, nel peso di circa 1 kg, mentre quelle di calibro inferiore sono destinate alla produzione della purea di mela campanina e della mostarda mantovana.

Glossario:
Portainnesto: Si tratta della parte sottostante di una pianta innestata. L'innesto è un metodo che consiste nell'unire porzioni di piante diverse, in modo da costituire un'unica pianta. Se si seminassero semplicemente i semi della Campanina, così come per le altre varietà, si otterrebbe un melo i cui frutti non presenterebbero i caratteri della varietà di partenza.
Agrofarmaci: anche detti “antiparassitari” sono una categoria di prodotti per la cura delle malattie delle piante.
Calibro: diametro dei frutti.



Stampa in PDF