Cachi, frutti antichi con un cuore di dolcezza

Ricchi di virtù e preziosi per la salute, i frutti della pianta di caco hanno conquistato il mondo con il loro sapore. Un’autentica carica di energia dalle proprietà antiossidanti 

Campania

I cachi hanno una storia millenaria, così come la loro inconfondibile dolcezza. Il frutto è originario della Cina orientale, dove è chiamato “l’albero delle sette virtù”. Questo perché, tra le altre qualità, la pianta fa molta ombra, la sua legna è buona da ardere e possiede un eccellente fragranza. Le sue foglie invece, oltre ad essere usate per le decorazioni a causa degli incantevoli colori, sono un ottimo concime.

Ma è per merito del suo sapore dolcissimo che è anche conosciuto come il “cibo degli dei”.

La pianta dei cachi è una delle coltivazioni più antiche dell’uomo. A partire dall’800 cominciò ad essere esportata verso l’Europa e l’America, tant’è che in Italia si narra che il primo albero di cachi sia stato piantato nel giardino di Boboli, a Firenze, nel 1871. Da quel giorno nel nostro Paese ha avuto grande diffusione: ad oggi si stima una produzione di oltre 65mila tonnellate, in gran parte concentrata in Campania.

I cachi sono unici non solo per il sapore, ma anche per l’apporto energetico: 100 grammi di prodotto possono contenere fino a 65 calorie. Contengono principalmente zuccheri e acqua e, in misura minore, grassi e proteine. L’alta concentrazione di zuccheri naturali – una vera e propria carica di energia – non impedisce al frutto di offrire anche una buona dose di vitamine, tra le quali spicca la vitamina C. È quindi una buona occasione per rafforzare l’organismo e il sistema immunitario. Sono ricchi di fibre, e possiedono inoltre proprietà lassative e diuretiche. Infine, è un frutto antiossidante, e infatti contiene percentuali significative di vitamina A, betacarotene, luteina e zeaxantina, e tante altre sostanze a sostegno della pelle.

Per poter gustare un cachi in tutta la sua dolcezza bisogna però avere pazienza. Il frutto deve essere ben maturo, morbido, perché il suo caratteristico sapore deriva appunto dalla maturazione, ossia dalla produzione degli zuccheri. Ad assaporare un cachi subito dopo la raccolta c’è infatti il rischio che il contenuto di tannini sia ancora alto, il che rende il frutto “allappante” e astringente in bocca.

Se si vuole recuperare un po’ di energia in vista della stagione autunnale, un cachi a colazione è un modo delizioso per cominciare la giornata con dolcezza, e con una marcia in più. 

 

 



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