Albicocca Pellecchiella, dolce frutto delle pendici del Vesuvio

In Campania Real Frutta ha avviato la raccolta della pregiata varietà, dolce e profumata. Complici le caratteristiche del terreno e il clima del territorio 

Campania

L’albicocca Pellecchiella è un dono prezioso delle coltivazioni del territorio partenopeo. Questo frutto antico cresce nelle soleggiate terre vesuviane, dolcissimo e profumato, selezionato con passione da Real Frutta. È uno dei frutti tipici campani valorizzati dall’azienda di Sant’Anastasia, nata dalla passione di Sabato Manfellotti e Giuseppe Manno negli anni ’40 del secolo scorso, e che oggi prosegue la sua attività con l’impegno dei figli Salvatore Manfellotti e Mimmo Manno. Una storia fatta di amore per la propria terra che ha fatto nascere un’azienda strutturata, capace di selezionare i prodotti migliori e di seguire da vicino le coltivazioni per garantire prodotti sani grazie ad accurati controlli e il rispetto dell’ambiente.

L’albicocca Pellecchiella del Vesuvio accoglie le grandi doti del terreno vulcanico, fertile e ricco di sali minerali. Da fine giugno, nelle coltivazioni sulle pendici del Monte Somma, lo sguardo attento dei frutticoltori attende il momento giusto per raccogliere l’albicocca più preziosa e aromatica. Sull’antico cono del Vesuvio le condizioni climatiche sono perfette per ottenere un frutto ricco di sapore e di grande qualità. Lo sbalzo di temperatura tra il giorno e la notte, tipica del territorio, influisce positivamente sul grado zuccherino del frutto. Una qualità che i coltivatori conquistano con impegno e fatica. Qui, infatti, le coltivazioni sono terrazzate e nulla può avvenire con l’impiego dei macchinari. Tutto il lavoro avviene rigorosamente a mano. Così, per raccogliere i dolci frutti, ci si sposta con una scala. “Anche così – spiega Silvestro Gallipoli, agronomo che si occupa del controllo qualità e della selezione dei fornitori Real Frutta – si difende l’ambiente naturale del Vesuvio, che viene preservato grazie alle attenzioni dei coltivatori. Ogni coltura è dotata di fasce antincendio e gli appezzamenti sono costantemente ripuliti dalle sterpaglie per evitare il possibile sviluppo di incendi”.

L’Albicocca del Vesuvio, chiamata dai partenopei anche “crisommola”, dal greco “chrisomela” cioè mela d’oro, è tra le varietà più pregiate del frutto. A differenza delle sorelle, l’Albicocca Pellecchiella ha una polpa particolarmente dolce e poco amarognola e per questo è perfetta per le preparazioni di pasticceria, per le confetture, i liquori e la frutta sciroppata.

“L’aroma di questa albicocca – continua Gallipoli – è unico, soprattutto se il frutto è coltivato sulle pendici del Vesuvio per le doti del terreno e le caratteristiche climatiche del territorio. Il frutto può risultare meno bello da vedere perché solitamente ha difetti sulla buccia, ma è certo che crescendo in questo luogo esprime al meglio le sue caratteristiche”.

Il prodotto viene raccolto tra fine giugno e fine luglio e si trova in commercio fino ad agosto.

 

 



Stampa in PDF