Pesche antiche: dolci, profumate e dal sapore irripetibile

Alcune varietà sono meno diffuse perché non facili da commercializzare e per questo rischiano di scomparire. Eppure le loro caratteristiche conquistano estimatori

Biodiversità

Dolcissime e profumate, dalla polpa gialla, bianca o rossa. È cominciata la stagione delle pesche che ci accompagneranno per tutta l’estate. Sono tante le varietà da gustare, ma alcune sono davvero uniche e rischiano di scomparire perché meno diffuse o più difficili da commercializzare. Nel sud dello Stivale, per la gioia del palato, il delizioso frutto matura già a maggio e la raccolta arriva al suo clou tra i mesi di luglio e agosto, fino ad arrivare a settembre. Abbiamo selezionato alcune varietà locali tra le più antiche.

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Pesca bianca napoletana
Per pesca bianca napoletana si intendono alcune varietà locali dalla polpa bianca e dalla media maturazione (luglio-agosto). I frutti sono medio-grandi e la polpa, bianca e venata di rosso e di verde vicino al nocciolo, è molto aromatica. La “Pesca Bellella di Melito”, coltivata nei pressi di Melito a partire dal 1938, è tra le pesche bianche campane più note. Nonostante le ottime caratteristiche organolettiche, rischia di scomparire perché delicata e più difficile da conservare.

Pesca, simbolo di bellezza e di lunga vita

Pesca della vigna
La pesca della vigna prende il suo nome dal fatto che era coltivata lungo i filari di vite. Si tratta di un albero da frutto diffuso in tutto il centro Italia, ma originario di Città di Castello (PG). Il frutto è rotondo e di piccola pezzatura. La buccia è di colore verdognolo-giallo paglierino, ricoperta di intensa peluria. La polpa è bianca, succosa e molto profumata, liquescente a maturità, leggermente amarognola e semiaderente al nocciolo. Viene raccolta nel mese di ottobre, quando viene utilizzata per il consumo immediato o per la conservazione sotto alcool, essiccata, conservata nel miele o nel mosto cotto bollito.

Pesca “tabacchiera” o platicarpa
Questa pesca, di dimensione medio-piccola, è immediatamente riconoscibile per la sua forma schiacciata. Ha un sapore intenso ma dolce, una polpa morbida e molto profumata. In Italia è tradizionalmente coltivata in Sicilia e oggi è un presidio Slow Food. Oltre ad essere prediletta per la preparazione di granite e gelati, questa pesca è molto versatile in cucina perché si adatta anche a piatti sia di carne che di pesce.

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Pesca Bella di Cesena
In passato questo frutto era molto diffuso in Romagna, ma è stato abbandonato visto che non si prestava alla commercializzazione per la sua delicatezza. Oggi restano alberi sparsi vicino alle case coloniche coltivati a scopo amatoriale e per l'autoconsumo. È un frutto di pezzatura media, leggermente asimmetrico, dalla buccia verdastra e rossa. La polpa, delicata e dal sapore tenue, è bianca con sfumature rosse. Matura a luglio e per molti romagnoli è rimasta il simbolo dell'estate.

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