Pastazzo di agrumi: non chiamatelo scarto, ora produce energia

Quel che rimane dalla lavorazione di arance e limoni oggi rappresenta una risorsa preziosa grazie a un impianto realizzato a Catania

Riciclo e riuso

Gli scarti industriali della lavorazione degli agrumi possono essere utilizzati per produrre energia elettrica. A Catania il “pastazzo” di arance e limoni, ciò che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi e che rappresenta circa il 50% del peso della frutta processata, si trasforma in risorsa.

Uno speciale ecovalorizzatore messo a punto dai ricercatori del Dipartimento di Agraria dell'Università di Catania, sviluppato nell'ambito di un progetto promosso dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e realizzato dai lavoratori della cooperativa Empedocle, offre un’opportunità per l’intera filiera.

La realizzazione del prototipo, che rivoluzionerà l’industria degli agrumi, è stata possibile grazie alla Coca Cola. Dalla multinazionale delle bollicine - precisamente dal suo braccio filantropico, la Coca Cola Foundation - sono arrivati, infatti, ben 400mila euro.

Finora, ogni anno, le aziende agricole siciliane hanno speso 10 milioni di euro per smaltire 340 milioni di tonnellate di scarti e non sono mancati casi di smaltimento illecito. Con il nuovo impianto pilota, i ricercatori sono riusciti a mettere a punto un sistema di riconversione dello scarto che permette di trasformarlo in un particolare biogas. Grazie a un ulteriore processo di riconversione, il biogas ottenuto può essere utilizzato per la produzione di elettricità.

Da 500 metri cubi di biogas si ottiene così circa 1 megawatt di potenza, quanto basta per illuminare oltre 300 abitazioni. Secondo gli esperti 20 impianti sarebbero sufficienti a trasformare tutti gli scarti degli agrumi in un’importante risorsa economica per tutta la Sicilia e non solo. Ma c’è di più: come ha spiegato la presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia Federica Argentati, questo progetto è riuscito a far dialogare pubblico e privato e ad accendere i riflettori sul problema dello smaltimento di uno scarto che in realtà è un sottoprodotto riutilizzabile.

L’utilizzo come fonte energetica non è l’unico modo per sfruttare gli scarti agrumicoli, né il più fantasioso: in quest’articolo vi raccontiamo la storia di un’azienda che è in grado di trasformarli in un tessuto sostenibile e ricco di proprietà per la pelle.

 

Foto © Copyright INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria



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