No alle invasioni con pesticidi: una sentenza difende il biologico

Il tribunale di Pistoia ha multato un viticoltore che contaminava con prodotti chimici il terreno di un vicino
vietato contaminare terreni e giardini limitrofi


Un passo avanti in difesa dell’agricoltura biologica. Chi usa pesticidi e prodotti agrochimici per la coltivazione, d’ora in poi dovrà stare molto attento ai vicini. Una sentenza del tribunale di Pistoia ha infatti stabilito che è vietato contaminare terreni e giardini limitrofi salvaguardando, in questo modo, la salute dei cittadini e l’attività agricola biologica.

Tutto parte dall’uso indiscriminato dei prodotti chimici di un viticoltore umbro. Nei suoi campi, sulle colline vicino a Todi, l’agricoltore utilizzava un fungicida. I danni per la proprietà confinante non sono tardati ad arrivare. Residui del prodotto, Comoxanil, sono stati trovati sulla vegetazione dell’agricoltore biologico confinante. Da qui la causa e la sentenza che ha disposto una multa per il viticoltore, ma soprattutto ha stabilito il diritto all’assenza di contaminazione.

Si tratta di una sentenza storica, perché permetterà ai coltivatori biologici e ai cittadini una maggiore tutela da sgradite “invasioni”. Come ha spiegato Giuseppe Altieri di Agernova, che ha redatto le perizie tecniche nella prima fase del procedimento, i danni da pesticidi sono riscontrabili anche a livelli infinitesimali e, soprattutto, sono indesiderati dai consumatori del biologico.

I pesticidi e i diserbanti sono utilizzati con l’idea di eliminare insetti, erbe infestanti, funghi patogeni dannosi per le coltivazioni, ma questi prodotti arrivano anche nei nostri piatti con possibili conseguenze sulla salute. Lo ha mostrato un’indagine condotta da Legambiente nel 2012. Secondo la ricerca un terzo della frutta e della verdura che finisce sulle tavole degli italiani presenta tracce di pesticidi. Alcuni campioni esaminati presenterebbero addirittura 6, 7, anche 9 principi chimici presenti contemporaneamente. 


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