Mai più pane sprecato: “Breading” aiuta a recuperare le eccedenze

Nove giovani con esperienze nel Terzo Settore hanno ideato una piattaforma per mettere in contatto panettieri e associazioni caritative, facilitando la raccolta delle giacenze
tramite un'applicazione gratuita per smartphone e pc


Ogni giorno a Roma e Milano 13 mila quintali di pane perfettamente commestibile vengono buttati via, mentre in Italia sono 5 milioni le persone che non dispongono di cibo a sufficienza per sfamarsi. “Breading” nasce dall’esigenza di porre rimedio a questa situazione, mettendo a disposizione di panetterie e associazioni caritative una piattaforma tecnologica che faciliti il recupero del pane avanzato, altrimenti destinato al macero.

L’idea è venuta a 9 giovani tra i 24 e i 32 anni provenienti dalle province di Bergamo e Milano, tutti con esperienze nel Terzo Settore, e si è subito tradotta in un’applicazione gratuita per smartphone e pc che si è aggiudicata il primo premio alla competizione “Startup Live Bergamo”. Un successo coronato dai positivi riscontri ottenuti da parte del ministero delle Politiche agricole e dalla partecipazione al Pioneers Festival 2014, in programma il 29 e 30 ottobre a Vienna.

Ma come funziona? A fine giornata i commercianti che aderiscono all’iniziativa possono inviare un messaggio alle associazioni - anche tramite sms, qualora non disponessero di uno smartphone - comunicando la quantità di pane avanzata. Le associazioni potranno a questo punto valutare la disponibilità complessiva di pane e individuare gli esercizi più vicini, dove un incaricato si recherà a ritirare il pane invenduto.

I vantaggi sono evidenti per tutti i soggetti coinvolti: le associazioni reperiscono un alimento base come il pane in quantità maggiore e con minori difficoltà - da dieci negozi si possono ottenere 100 chili di pane ogni giorno, quanto basta per venire incontro ai bisogni di 500 persone - mentre i panettieri si ritrovano con meno rifiuti da smaltire. E ne guadagna, naturalmente, anche l’ambiente, considerato il consistente abbattimento degli sprechi.

Lanciato nel corso dell’estate in via sperimentale nel quartiere di Lambrate a Milano, il progetto no-profit punta ora a una diffusione su scala più ampia, in Lombardia e non solo, con l’ambizione di ottenere un sostegno economico da parte di fondazioni bancarie e, perché no, di essere utilizzato per il recupero delle eccedenze in occasione di Expo 2015, in linea con l’obiettivo della manifestazione: “Nutrire il pianeta”.


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