Lo scarto dell’uva aiuta il lavoro… del dentista

Dai polifenoli la ricerca ha derivato un riempitivo osseo per l’uso odontoiatrico. Un’azienda di Asti investe in ricerca e innovazione
vinaccioli (semi d'uva)
Dai polifenoli la ricerca ha derivato un riempitivo osseo per l’uso odontoiatrico. Un’azienda di Asti investe in ricerca e innovazione

L’uva è preziosa anche per i dentisti. Dai polifenoli, composti chimici presenti nelle bucce e nei vinaccioli (semi), ora è possibile estrarre molecole che permettono la creazione di un riempitivo osseo per usi odontoiatrici. Lo ha annunciato un ricercatore di un’azienda di Asti, la Nobil Bio Ricerche di Portacomaro, impegnata nella ricerca biotecnologica di materiali da impianto per dentisti.

Durante il convegno scientifico “Vino e Innovazione”, organizzato da Astinnova lo scorso settembre, il chimico Marco Morra ha spiegato che il rivoluzionario materiale è nato sulla base di studi indiani che hanno dimostrato come gli scarti della vinificazione favoriscano la ricrescita ossea. I polifenoli presenti in questi scarti possiedono proprietà che aprono la strada a svariate applicazioni. I composti chimici dell’uva contrastano l’osteoporosi, oltre ad avere note proprietà antiossidanti, antibatteriche, antinfiammatorie e anticancerogene. Una curiosità? Per la ricerca nel laboratorio di Asti sono stati utilizzati gli scarti del Grignolino, il vino che spesso arriva sulla tavola di papa Francesco e viene prodotto dall’azienda Fratelli Durando di Portacomaro d’Asti, il paese di origine della famiglia di Bergoglio.

La scoperta apre molte strade e Nobil Bio Ricerche non vuole perdere l’occasione. Oggi gli estratti dei residui di vinificazione valgono pochissimo, 40 centesimi al quintale, ma il mercato dei sottoprodotti, come i polifenoli, in Europa vale ben 1 miliardo di euro. Proprio per le preziose proprietà dei polifenoli l’azienda ha pensato di promuovere il riciclo delle vinacce nel campo della medicina ossea creando un’associazione, Innuva, che riunisce anche alcune cantine vinicole. Ancora una volta uno scarto diventa prezioso e il suo mercato, grazie alla ricerca, ha grandi potenzialità.  


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