La dieta mediterranea è low cost e più sostenibile

Il team del Barilla Center sperimenta un menù a base di cereali, frutta e verdura e pesce. Così si rispetta il portafoglio e l'ecosistema.
professor Gabriele Riccardi
Ancora meriti per la dieta mediterranea. In particolare, i suoi pregi sono riassunti in una triade: salute per il consumatore, ma anche sostenibilità per le tasche e per l'ambiente. Lo spiega una ricerca del Barilla Center, diretta dal professor Gabriele Riccardi e presentata a “Alimentazione e ambiente: legami tra indicazioni nutrizionali e impatti ambientali”, simposio di Bologna, organizzato da Barilla Center for Food & Nutrition.
Il team di Riccardi ha sperimentato un menu mediterraneo e sostenibile: frutta, verdura, cereali, pesce (due volte a settimana), in modo da equilibrare le proteine animali e vegetali. Questo menù è sostenibile per l'ambiente in quanto i cibi consumati mantengono in equilibrio risorse e prodotto finito. ''Per esempio” ha spiegato il professor Gabriele Riccardi “per produrre un chilo di carne, abbiamo bisogno di 30 chili di grano o di altri prodotti vegetali, che l'animale deve mangiare per crescere. Nel momento in cui noi utilizziamo la carne, dreniamo una quantità di risorse molto maggiore di quella che noi utilizzeremmo se scegliessimo prodotti di origine vegetale''.
 
Il vantaggio è anche per le tasche. La scelta di menù equilibrati dal punto di vista nutrizionale non implica un aumento del costo per il consumatore, anzi lo rende addirittura minore.
 
Non solo buone notizie, però. Già al simposio di Bologna la relazione di dottor Furio Brighenti, Presidente del Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana) ha illustrato come la crisi abbia amplificato i difetti già presenti nella dieta degli italiani: che è ancora "sostanzialmente promossa" ma che si sta allontanando dal modello mediterraneo tradizionale: in particolare, si consumano troppi grassi e sempre meno fibre.


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