L’olio fritto inquina l’ambiente, ma c’è un modo per evitare il danno

Ci sono modi intelligenti per riutilizzare o smaltire l’olio alimentare. Dopo una frittura, può essere riciclato
non è biodegradabile, danneggia l’ambiente e anche le tubature
Ci sono modi intelligenti per riutilizzare o smaltire l’olio alimentare. Dopo una frittura, può essere riciclato

Hai appena preparato una frittura e ora la pentola è colma di olio avanzato. Stai pensando di gettarlo nello scarico del lavello o nel water? Fermati subito e pensa che un litro di olio contamina circa un milione di litri d’acqua. L’olio di frittura, infatti, non è biodegradabile e danneggia l’ambiente e anche le tubature e gli impianti di depurazione.

Ci sono modi intelligenti per riutilizzare o smaltire l’olio alimentare. In primo luogo bisogna cambiare ottica: imparare che anche l’olio che pensiamo inutilizzabile in realtà può essere molto utile. Prima che diventi esausto può essere utilizzato più volte per friggere. L'unico accorgimento da utilizzare è quello di filtrarlo per rimuovere eventuali residui di cibo. Dopo questa operazione, l’olio - una volta freddo - può essere conservato in contenitori in metallo, vetro o plastica. Se ancora in buono stato, può essere congelato fino al momento in cui sarà necessario.

Quando infine sarà esausto, non dimenticate che l’olio deve essere raccolto in bottiglie e consegnato ai punti di raccolta e smaltimento degli oli esausti presenti sul territorio (clicca qui per trovarli).

Anche l’olio in eccesso contenuto in una scatoletta di tonno può essere riutilizzato, ad esempio per condire l’insalata (se l’aroma è gradito). Stessa cosa vale per ciò che rimane nei barattoli dei prodotti sott’olio. Ma fermiamoci a ragionare un attimo: se l’olio contenuto in una scatoletta di tonno viene buttato, perché non preferire il tonno al naturale, da condire a piacere nelle giuste quantità? Si tratta dunque di rimodulare le nostre abitudini.


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