Il fagiolo cosaruciaru, talmente dolce che non può essere dimenticato

Raro e delizioso, il legume di Scicli è stato riscoperto e protetto da un presidio Slow Food. Un concentrato di benessere perfetto per le zuppe

Biodiversità

Nelle campagne siciliane di Scicli, la splendida cittadina esempio di tardo barocco inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, cresce un fagiolo raro e dolcissimo. Si chiama fagiolo “cosaruciaru”, che da queste parti significa “cosa dolce”, e lo si riconosce per il suo colore bianco-panna con piccole screziature marroni.

All’inizio del ‘900 il fagiolo cosaruciaru era un prodotto importante dell’agricoltura locale, tra le primizie di questa terra insieme a olio, agrumi, vino, mandorle e carrube. Veniva coltivato nelle cosiddette cannavate, i freschi terreni alluvionali lungo il torrente Modica Scicli, e curato con grande attenzione. Il dolce legume non mancava mai sulle tavole, spesso utilizzato come ingrediente di sostanziose zuppe di verdure, a volte arricchite con cotiche di maiale. Nonostante le grandi qualità del legume, nel corso degli anni ’70 il fagiolo cosaruciaru è quasi scomparso e solo i contadini più anziani hanno continuato a coltivarlo nei loro orti. C’è voluto l’impegno di un gruppo di anziani agricoltori per recuperare il prodotto di Scicli e, nel 2012, è nato un presidio Slow Food con lo scopo di difendere la biodiversità e diffondere nuovamente la coltivazione del fagiolo cosaruciaru in pieno campo.

Il fagiolo cosaruciaru è una pianta annuale non rampicante con due cicli produttivi, di cui uno primaverile-estivo che serve a produrre semi freschi (oggi conservati e riprodotti dagli stessi contadini del presidio) per la semina del periodo autunnale. Il fagiolo bianco di Scicli si raccoglie dalla metà di ottobre a novembre, ma il prodotto essiccato si trova in commercio tutto l’anno. Dunque un ingrediente perfetto e sempre disponibile per arricchire primi piatti, contorni e secondi in tutte le stagioni. Con il loro alto valore nutritivo i fagioli rivestono, infatti, un ruolo di primaria importanza nella dieta mediterranea. Circa il 50 % dei macronutrienti contenuti nei fagioli è rappresentato dai carboidrati, ma importante è la presenza delle proteine e in particolare di alcuni amminoacidi essenziali come lisina, treonina, valina e triptofano, mentre ridotto è il contenuto in lipidi. I fagioli sono una buona fonte di vitamine (gruppo B e PP) e minerali (calcio, potassio, ferro e magnesio), amido e fibre salutari per l’apparato digerente. La presenza di lecitina è invece molto utile per abbassare il colesterolo. Insomma parliamo di un concentrato di benessere divenuto sempre più prezioso dopo la sua riscoperta.

Un’idea per portare a tavola il fagiolo cosaruciaru? Una zuppa è perfetta, soprattutto nei mesi invernali. Se volete invece cimentarvi nella preparazione di un piatto originale, rapido e versatile, vi suggeriamo un paté di fagiolo cosaruciaru con l’aggiunta di pomodoro, olio extravergine d’oliva e aromi. La cottura di questo fagiolo è rapida e la buccia è molto morbida, dunque la preparazione del paté sarà semplicissima. Aggiungete qualche crostino e il gioco è fatto!



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