Birra dal pane vecchio? In Belgio si può fare

Il Brussels Beer Project ha creato la bevanda grazie a baguette e filoni rimasti invenduti. Ha un gusto amaro e 7 gradi alcolici, ma soprattutto combatte lo spreco

Riciclo e riuso

Altro che scarto, oggi dal pane vecchio si ottiene birra. La prima bionda sostenibile si chiama Babylone e in pochi mesi dalla sua nascita ha fatto passi da gigante, approdando anche a Expo Milano.

All’esposizione universale i fondatori del Brussels beer project, il progetto che ha creato la birra, hanno ricordato che lo spreco di pane rappresenta ben il 12% dello spreco alimentare totale e che grazie al progetto, in soli sei mesi, è stato possibile riciclare oltre sei tonnellate di pane, stock rimasti invenduti nei supermercati. Un’esperienza concreta di riciclo intelligente che trasforma un problema sociale in risorsa e che rappresenta un esempio imprenditoriale internazionale.

Dopo un anno di ricerca e sviluppo per riuscire a creare una ricetta che combinasse al meglio il pane e il malto d’orzo, si è arrivati a produrre Babylone, 7 gradi alcolici e un gradevole gusto amarognolo, il cui nome vuole rievocare l’antica origine della bevanda che ha conquistato il mondo. In Mesopotamia, infatti, la bevanda si produceva proprio fermentando pani di cereali. L’antico sapere dei babilonesi non poteva che essere affinato con le tecniche di fermentazione belghe e le varietà di luppolo. Oggi con mezza tonnellata di pane si producono 4mila litri di birra e ciascuna bottiglia (33 cl) contiene l’equivalente di una fetta e mezza di pane.

Il Brussels beer project, messo a punto nell’omonima birreria di Bruxelles nel quartiere Dansaert/Canale, è partito con un’iniziativa di raccolta fondi on line (crowdfounding) con lo slogan #BeerForLife e la promessa di una fornitura annuale a vita di una birra al mese, a cui hanno risposto oltre mille persone. Ma il progetto ha rappresentato anche la locomotiva economica per il quartiere e ha coinvolto un’associazione senza scopo di lucro che si occupa del reinserimento nel mondo del lavoro di persone socialmente vulnerabili. Sono state proprio queste persone le prime impegnate nella ricezione del pane e nel processo di trasformazione in farina, la fonte di zuccheri per la fermentazione alcolica della birra.



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