Arriva in Italia il Food Sharing: condividere il cibo in eccesso anziché buttarlo via

L’idea permette di recuperare gli scarti di privati e commercianti. Roba da non buttare, soprattutto in tempi di crisi.
Nell’era della condivisione, c’è chi ha aguzzato l’ingegno e ha pensato di trasformarla in un meccanismo virtuoso. Prima in Germania con oltre 15.000 utenti attivi, e da poco anche in Italia, un gruppo di famiglie ha pensato e quindi dato vita al Food Sharing, un meccanismo che permette a privati e commercianti di offrire liberamente e gratuitamente prodotti alimentari in eccesso.

Il principio che sta alla base del Food Sharing è spingere le persone a spartirsi il cibo, anziché gettarlo nella spazzatura. Il “valore commerciale” degli alimenti offerti non ha alcuna importanza, perché ciò che conta davvero è il “valore etico” della condivisione. Grazie al food sharing, però, tutti possono fare qualcosa di concreto per impedire lo spreco di alimenti ancora perfettamente commestibili, ovviamente rispettando rigorosamente le date di scadenza e la catena del freddo nel caso di prodotti facilmente deperibili. Nel nostro paese è già nata un’associazione no profit che si chiama I Food Share: un crescente numero di persone in tutto il paese che mette a disposizione soprattutto alimenti alla base della nostra tradizione alimentare come pasta, sale, zucchero, latticini, cereali. 

“Ogni anno in Italia vengono buttati 12,3 miliardi di euro di cibo”, spiega l’associazione sulla home page del sito ifoodshare.org Un numero impressionante, da manovra finanziaria, che di questi tempi di crisi per milioni di famiglie risuona più che mai paradossale. Il meccanismo di recupero degli alimenti in eccesso non è del tutto nuovo: in Italia esiste da anni una fitta rete di Gas (gruppi di acquisto solidale) che lo fanno già d’abitudine. Ci spiega un utente: “Quando hai prodotti che stanno per scadere e sai che non riuscirai a consumarli in tempo, puoi scrivere ai membri del Gas a cui appartieni segnalando questa disponibilità”. Insomma questo sistema di condivisione finora ha funzionato abbastanza bene per i piccoli gruppi organizzati.

La sfida che lancia I Food Share è quella di rendere disponibile a chiunque questa possibilità all’interno di una comunità aperta, dove saranno le dinamiche del web a determinarne il successo.


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