In punto vendita

Mercato dei sapori, tra Veneto e Puglia scocca l’ora dedicata al gusto

Dal 12 al 23 novembre, nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0 di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Mantova, Marche e Abruzzo e Puglia e Basilicata, un’occasione per scoprire le eccellenze del territorio 

Il Mercato dei sapori locali, un viaggio tra le specialità più amate e le tradizioni, è protagonista negli ipermercati e in alcuni supermercati Coop Alleanza 3.0 di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Mantova, di Marche e Abruzzo e Puglia e Basilicata. L’appuntamento, dal 12 al 23 novembre, sarà un’occasione per scoprire le eccellenze dei produttori del territorio. Proprio come in un mercato, con banchi dedicati, si potranno conoscere specialità uniche, la loro storia e la tradizione. Un modo anche per dare anche una mano all’economia locale, senza mai dimenticare la qualità.

Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Si comincia con i prodotti veneti e friulani e il riso di qualità che arriva dal Basso Veronese. Le varietà Vialone Nano, l’Arborio, il Carnaroli o il Roma sono pronte alle preparazioni più tipiche come i gustosi risotti che scaldano la stagione più fredda.

Vialone Nano, il riso veronese venuto dall’Oriente

La spesa passa da un’eccellenza all’altra. Quando si parla della tavola di queste terre il pensiero corre a una specialità che non conosce tempo come il baccalà, il merluzzo che arriva dal mare artico conservato sotto sale. Per cucinare il baccalà per prima cosa è necessario metterlo in ammollo in acqua fredda un paio di giorni prima, poi le ricette per servirlo sono numerose. Sicuramente tra le più apprezzate c’è quella del baccalà mantecato alla veneziana, secondo piatto raffinato e dal sapore delicato, ma anche gustoso ingrediente per arricchire antipasti, crostini e originali insalate. Unito alle patate, ad esempio, esalta il suo sapore e può impreziosire anche un semplice sformato, magari accompagnato da una leggera gratinatura.

Baccalà mantecato, morbida cremosità dal sapore raffinato

Profumo di baccalà, il merluzzo nordico che sa conquistare

Si passa poi ai formaggi: al gustoso Asiago, al Grana Padano, al Tomino e al delicato stracchino. L’Asiago Dop fresco è un formaggio dalla pasta bianca o leggermente paglierina con una consistenza morbida ed elastica. È caratterizzato da un gusto giovane che ricorda quello del latte appena munto. L’aroma, delicato e gradevole, rimanda invece allo yogurt o al burro. Anche nel sapore si distingue dall’Asiago stagionato (d’allevo) che matura per almeno sessanta giorni e risulta più saporito. Ha una personalità decisa e può essere Mezzano, Vecchio o Stravecchio a seconda della stagionatura. Il Grana Padano Dop è un formaggio stagionato dall’aroma delicato e fragrante, versatile a tavola come in cucina.

C’è anche il Tomino, perfetto da scaldare sulla griglia. La sua crosta, leggermente fiorita e vellutata, è spessa al punto giusto per rimanere compatta e forte pur permettendo al cuore di questo formaggio di diventare cremoso e irresistibile una volta scaldato. Gustosissimo per accompagnare i formaggi è il delicato miele dei territori veneti, magari servito con il pane di filiera dalla qualità garantita prodotto con ingredienti locali.

Crocchette di riso con Asiago Dop e speck

Asiago Dop fresco

Grana Padano Dop

Immancabile nei taglieri c’è il prosciutto di San Daniele Dop, dal sapore delicato e dal profumo intenso da accompagnare rigorosamente dall’ampia scelta di vini locali.

San Daniele Dop, il friulano inimitabile cullato dal vento

Emilia e Mantova

Tra Emilia e Mantova la cucina è un omaggio all’abbondanza e ai sapori pieni. Dai primi piatti di pasta fresca, dalle tagliatelle alla pasta ripiena come tortelli, tortellini e anolini, fino ai salumi come prosciutto crudo di Parma, coppa piacentina e mortadella, le occasioni per apprezzare le eccellenze del territorio sono davvero numerose.

Se la tavola accoglie la tigella montanara, salumi e formaggi come il Grana Padano Dop accompagnato da aceto balsamico di Modena Igp, saranno valorizzati al meglio. Anche le cipolline borettane in agrodolce, preparate secondo la ricetta della tradizione, sono un classico contorno che si sposa con salumi e formaggi.

Aceto balsamico di Modena Igp: la tavola è più preziosa!

Tigella o crescentina? Questo è il dilemma

Coppa Piacentina Dop

Cipollina Borettana

Il vino perfetto per gustare le specialità della tavola emiliana e mantovana è un buon lambrusco, come ad esempio quello di Sorbara Dop. Si chiude poi con il dolce, che anche qui ha i suoi ingredienti privilegiati: gli amaretti di Modena, utilizzati anche per la preparazione dei tortelli di zucca, o l’alchermes, liquore dal colore rosso squillante utilizzato per l’amata zuppa inglese. Per una torta alla frutta come la crostata, l’ingrediente principe è la confettura extra di prugne secche “Prugnata”.

Zuppa inglese: il dolce leggendario dalle origini tutte italiane

Se si supera il Po, in terra Mantovana, il dolce a cui non si rinuncia è certamente la torta sbrisolona, dura e friabile, preparata con farina di grano tenero, farina di mais, mandorle, burro, zucchero, sale e aromi. È perfetta da servire come dessert, al naturale, con un tocco di zabaione caldo, ammorbidita con qualche goccia di grappa italiana o brandy invecchiato. Se si vuole accompagnarla con un vino dolce sono perfetti la Malvasia o un liquore come il nocino.

La regina di Mantova è "Sbrisolona", di nome e di fatto

 

Marche, Abruzzo e Romagna

Piadina e crescione sono un’autentica passione. E non solo in Romagna. Queste tipiche specialità dello street food accompagnano da sempre i momenti in compagnia e portato tutto il sapore della tradizione a spasso sulle strade delle città.

Ricette di rapida preparazione e sublimi al palato, piadina e crescione uniscono ingredienti semplici come le farine del territorio e nascono come un’alternativa al pane. C’è anche la crescia marchigiana e umbra, che pur condividendo le origini con le precedenti preparazioni, tra i suoi ingredienti ha le uova, latte e pepe, e il suo spessore è più consistente oltre che a più strati.

I mille volti della Crescia marchigiana

Crescione romagnolo, street food dal gusto tradizionale

Tutte queste specialità lasciano spazio alle farciture più fantasiose. Dallo stracchino o squacquerone romagnolo Dop, leggero e cremoso, al pecorino o alla mozzarella i formaggi non si risparmiano. Ad arricchire piadine, crescione e crescia ci sono i salumi tipici come il prosciutto crudo di Torano, prelibatezza abruzzese che riposa per un minimo di 15 mesi prima di fare il suo ingresso in società, il salame Zeffirino dal profumo delicato e mai troppo grasso. O magari la porchetta dalla crosta dorata e croccante, insieme a tante ricette tradizionali dei norcini.

Cremoso e leggero, lo Squacquerone romagnolo Dop re di cremosità

L’animo nobile del crudo di Torano

Salame Zeffirino, il rustico di Romagna che adora la compagnia

La porchetta marchigiana

Parlando sempre di street food non si può certo dimenticare la famosa oliva ascolana dop, golosa oliva ripiena e impanata, vero caposaldo della cucina picena.

Oliva Ascolana del Piceno Dop

In Abruzzo gli immancabili arrosticini, gustosi spiedini di carne di pecora preparati sulla griglia, uniscono sapore e convivialità per deliziare i palati.

Quando a cucinare è il socio, gli arrosticini sono con il peperoncino d’Abruzzo

Per finire il pasto o accompagnare il dolce, il vino di Visciole, un elisir dal gusto dolce e corposo prodotto utilizzando i frutti di una varietà di ciliegio acido, è perfetto.

Con il vino di visciole nelle Marche il brindisi è aromatico

Puglia e basilicata

Quanto si pensa a Puglia e Basilicata il pensiero corre a ricche tavole e alla qualità dei prodotti come un ingrediente prezioso: la semola rimacinata di grano duro. E così sulla tavola si servono le gustose e tradizionali orecchiette, una specialità da gustare con ricchi condimenti. Oggi sono anche proposte con la farina di grano arso, che dona al piatto un sapore rustico e un profumo intenso, che ricorda quello del pane fatto in casa.

Non c'è tavola pugliese... senza orecchiette

Orecchiette di grano arso, l’antica ricetta pugliese che profuma di pane appena sfornato

Ci sono i vari formati di pasta di semola, dai più classici a quelli tipici come la Tria leccese, magari prodotta con la farina di grano Senatore Cappelli.

Dalle orecchiette alle trie, le mille fogge della pasta pugliese

Basta poi anche una semplice passata di pomodoro, magari da arricchire con olive Bella di Cerignola e un buon olio extravergine d’oliva pugliese per regalare al palato un piatto nutriente e appetitoso. C’è poi il gustoso formaggio cacioricotta, dal sapore delicato se consumato fresco, saporito e pungente se stagionato a lungo. Può essere utilizzato per aggiungere sapore ai primi piatti o magari gustato a fette accompagnato da tarallini, figli di un’arte raffinata e custodita da generazioni. I segreti dei loro impasti un tempo si svelavano attorno ai bracieri, dove la famiglia si riuniva per raccontare storie e imparare tradizioni. Vengono preparati con semplice olio extravergine di oliva, con i cereali, il vino, erbe aromatiche o con spezie come la curcuma. E se non si rinuncia a un buon panino, magari imbottito con il saporito capocollo di Martina Franca, si può scegliere la puccia salentina, dalla tradizionale forma a “cupola” e senza mollica per lasciare spazio ad ogni tipo di farcitura.

Capocollo di Martina Franca Pat

Puccia: il panino del Salento non smette mai di stupire

La tavola pugliese e lucana, che raccoglie anche preziosi prodotti ortofrutticoli come il cece nero della Murgia, i carciofi o le melanzane proposte anche sott’olio, celebra anche il nettare di Bacco come il vino del Salento Igp, il Negroamaro Igp, il Primitivo del Salento o il vino Basilicata Igp. Per concludere in dolcezza non può mancare il Pasticciotto leccese, delizioso tortino di pasta frolla e crema pasticcera. Servito caldo il suo gusto vellutato è semplicemente irresistibile.

Il pasticciotto leccese, seduttore dalla dolce morbidezza