Fiori eduli, con la bella stagione anche il piatto fiorisce

Sono oltre 40 le tipologie di fiori commestibili: dalla primula alla viola mammola, ecco come rendere l’insalata e altre ricette più allegre e appetitose 

La tavola si fa bella

Belli da vedere e buoni da mangiare. Con l’arrivo della primavera i fiori si mettono in mostra anche nel piatto. Esistono oltre 40 tipologie di fiori commestibili. I più semplici da reperire nascono dalle verdure come quelli di zucca o zucchina e quelli delle piante aromatiche normalmente utilizzate in cucina. Qualche esempio? Aneto, borragine, salvia, basilico o rosmarino. Ma sono molti di più i fiori, coloratissimi e profumati, che portano colore e allegria a tavola. Tra i primi a farsi avanti ci sono le primule e le viole.

Fiori in cucina: prepariamoli con fantasia (e con qualche precauzione)

La primula comincia a spuntare nei prati, ai margini dei boschi e vicino ai corsi d’acqua alla fine dell’inverno. Il fiore è saporito e ha preziose virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche. È perfetta in insalata e come ingrediente di gustose zuppe. Le viole mammole ad esempio fioriscono a marzo portando con sé un tripudio di colori. E se si attende ancora un po’, sempre che il caldo non arrivi precocemente, potranno essere raccolte le graziose viole del pensiero. Non solo portano gioia a tavola, ma fanno anche bene. Ricche di vitamina C e di flavonoidi, aiutano a rafforzare le difese immunitarie dell’organismo. Tra i fiori commestibili c’è il comune tarassaco, un’erba spontanea nota con diversi nomi (dente di leone, piscialetto…). Di questa pianta si usa ogni parte, compreso il fiore dal colore giallo squillante. Le foglie e i fiori possono essere gustate in insalata mentre le radici si possono utilizzare per la preparazione di infusi e hanno proprietà depurative e drenanti. Il tarassaco è povero di calorie e ricco di vitamine come K, A e C e minerali. Anche i fiori di malva e calendula possono essere utilizzati in cucina. I primi sono un ottimo ingrediente non solo delle insalate ma di gustosi ripieni per la pasta fresca, di sughi, di polpettine sia vegetariane che di carne e anche di saporite vellutate.

I fiori di calendula possono essere utilizzati per condire la pasta o un risotto o preparare una frittata. L’aroma della calendula, nota per le sue proprietà depurative e antinfiammatorie, è simile a quello dello zafferano.

La Bocca di leone è ricca di minerali, amminoacidi, vitamina A, B, C. Aggiunge ai piatti un gradevole profumo e per questo è apprezzata in insalate e paste fredde, ma anche come guarnizione per gelati, sorbetti e semifreddi.

I fiori di borraggine, proprio come i più comuni fiori di zucca e di zucchine, possono essere gustati fritti in pastella. Hanno un sapore simile a quello dei cetrioli e sono ricchi di sali minerali come calcio e potassio. Le foglie, ricche di vitamina C, possono essere aggiunte alle minestre e ad altre preparazioni.

Fiori di zucca ripieni o in padella? Alcune idee per gustare questa specialità di stagione

Fiori da mangiare: l’insalata si arricchisce di colori e profumi

I fiori più piccoli di Ageratum, grazie allo spiccato sapore che ricorda quello di anice stellato, si utilizzano per numerose preparazioni, compresi i dolci. I coloratissimi fiori di begonia hanno un sapore citrico molto simile a quello della mela verde. Il fiore rosso è consigliato per accompagnare la carne, mentre il bianco e il rosa per le insalate e i dolci.

La margherita dal profumo delicato e amarognoli al gusto, stimolano la diuresi e hanno un’azione disintossicante. La fucsia, fiore bellissimo e zuccherino, è perfetto per le insalate e i dolci. E ancora la classica rosa, che rende bella e colorata ogni preparazione.

Prima di utilizzare i fiori in cucina è bene accertarsi che non siano trattati con sostanze chimiche come pesticidi e fertilizzanti o cresciuti in luoghi inquinati. I fiori devono essere freschi e ben aperti in modo tale da preservare tutto il loro sapore. Se non riuscirete a raccoglierli, potrete sempre trovarli freschi in vendita già selezionati e coltivati esclusivamente a scopo alimentare.

 



Stampa in PDF