È tempo di cavoli... anche per i più piccoli!

Ideali per depurarsi dopo le feste e fare il pieno di vitamina C. Ecco qualche consiglio per farli amare anche ai bambini.
contengono vitamina C, acido folico, fibra, potassio


Gennaio è tempo di depurarsi, puntando a una dieta sana e leggera. Un posto d’onore sulle tavole spetterà così ai cavoli, alleati della salute e ricchi di vitamine, acido folico e fibre. Ecco perché è importante iniziare ad amarli fin da bambini, anche se non è facile lasciarsi conquistare a prima vista.

Ma andiamo con ordine: Tutti i cavoli contengono poche calorie, una buona dose di vitamina C, acido folico, fibra, potassio, e - non da ultime - sostanze quali il sulforafano che, insieme agli isotiocianati, si ritiene abbia un effetto protettivo contro i tumori intestinali. Occorre tuttavia ricordare che la cottura distrugge parzialmente il contenuto vitaminico - in particolare della vitamina C. A questo inconveniente si può ovviare mangiandoli crudi (in insalata o pinzimonio) oppure cotti a vapore. Ma di quali cavoli stiamo parlando? Sotto questa denominazione si riunisce una gran varietà di ortaggi della famiglia delle Crucifere. Trai i più utilizzati: il broccolo, dal fusto e l’inflorescenza di colore verde; il cavolfiore bianco, bianco crema o violaceo; il cavolo verza dalla foglie arricciate e compatte; il cavolo nero, il cappuccio e i cavoletti di Bruxelles.

Renderli appetibili per i più piccoli non è semplice. Tuttavia si può cercare di farli apparire, se non più appetibili, almeno più simpatici; magari trasformandoli in piccoli personaggi aggiungendo occhietti mangiabili (in particolare sul cavolfiore e cavoletti). Basta invece capovolgerli per farli diventare piccoli alberi di paesaggi improvvisati a base di verdure. Oppure affidarsi al potere delle favole a tema cibo.

Del resto, cavoli e bambini nella tradizione sono sempre andati a braccetto. Anzi, a dirla tuta, pare ci si nascesse pure sotto questi grandi ortaggi. Forse perché anche loro - proprio come un bebè - impiegano nove mesi per formarsi. Una cosa è comunque certa: le Crucifere (che piantate a febbraio arrivano sulle tavole a novembre) sono sempre state risorsa fondamentale e simbolo di vita nelle campagne invernali. Tanto che la saggezza contadina sembra finisse per chiamare levatrici anche le donne che coglievano i cavoli con gesti che evocavano quelli di una nascita.

 


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